“Ho fondato Roboze Srl. Un desiderio, una passione, che parte dal Sud Italia, da Bari, non proprio tra i luoghi più innovativi d’Italia, almeno così dicono.” A parlare Alessio Lorusso, 27 anni, di Bari, tra i 30 under 30 di Forbes per la categoria Industry.
“Quando ho cominciato ad avvicinarmi al mondo della stampa 3D – racconta – non avrei mai pensato di poter riuscire così velocemente nella mia impresa. In quel periodo, avevo 17 anni, alternavo momenti di sconfinata passione e curiosità, a momenti del tutto bui, ingrigiti da chi mi stava intorno che poco capiva il valore reale per l’industria e per il futuro di questa tecnologia. Se posso riconoscermi un pregio, è la caparbietà. Io ne riconoscevo ogni singolo vantaggio avendo anche un’esperienza familiare/lavorativa legata alla meccanica e alla lavorazione di metalli. Con tutti i miei cari contro ho cominciato ad informarmi, leggere, studiare, capire e finalmente, l’idea: Roboze One, la stampante 3D più precisa al mondo.”

In questa avventura ho trovato fidati collaboratori, ho conosciuto le più grandi realtà a livello mondiale nel campo della manifattura additiva, viaggi in ogni parte del mondo, incontri, fiere, duro lavoro.”
L’intuizione alla base del mio business nasce dall’aver studiato a fondo la tecnologia FFF (Fused Filament Fabrication) e nell’aver riconosciuto dei punti tecnologici di miglioramento.
Come primo punto, pensando all’enorme vantaggio di poter produrre parti finite per prodotti customizzati o in serie limitata, mi sono concentrato sulla qualità e ripetibilità dei pezzi stampanti. Da questa esigenza tecnologica nasce il Beltless System, brevetto internazionale, che sostituisce parti della movimentazione degli assi di costruzione sui sistemi attuali FFF, una soluzione meccatronica più precisa con cremagliera elicoidale e pignone a contatto diretto. Questa innovazione permette non solo di produrre parti più accurate, ma al contempo offre una bassa manutenzione degli assi, valore molto importante per le aziende manifatturiere.”
Da qui gli incontri che hanno confermato le nostre intuizioni. GE, Airbus, Dallara, Bosch, Merck, Honeywell, solo per citarne alcuni.
Mancano 3 ore e mezzo all’appuntamento in 100 Wardour ST e la mia pazienza fa a pugni con la curiosità e la voglia di essere tra quei 30. Passeggio, mi lascio incantare dalla multiculturalità di Londra, navigo, sorrido a volti sconosciuti fino alla notifica dell’esito.
Ce l’ho fatta! sono tra i 30 under 30 di Forbes per la categoria Industry.”
