Situata a 1475 metri d’altezza, nei territori dei comuni di Taranta Peligna e Lama dei Peligni, in provincia di Chieti, Abruzzo, la grotta del Cavallone è la grotta più alta d’Europa. Essa, così chiamata forse per via di un enorme profilo di testa di cavallo che si intravede lungo la parete d’ingresso della cavità, è raggiungibile con una lenta ma suggestiva ascesa in una cestovia biposto della durata di 20 minuti che, da Pian della Valle, sale a quota 1388 di Taranta e permette di osservare la maestosità della Montagna Madre, la Majella. Si prosegue, poi, per un breve tratto a piedi ed una scalina di 180 gradini, sino al Belvedere. Il percorso all’interno della grotta si snoda per circa 2 km, dividendosi in una galleria principale e 3 diramazioni secondarie, attraversate da sale di grande interesse, con innumerevoli stalattiti e stalagmiti: la Sala del Budda, degli Elefanti, dei Prosciutti, delle Campane, paesaggi lunari e la Foresta Incantata . La grotta è famosa nella letteratura teatrale per essere stata da ambientazione della tragedia pastorale “La figlia di Iorio” di Gabriele d’Annunzio, luogo in cui si nascondevano gli amanti Aligi e Mila. Aligi, giovane di buona famiglia, deve sposare una donna a lui promessa ma si innamora di Mila, giovane popolana che, a causa dei pregiudizi dei contadini, è ritenuta una strega malefica e per questo deve essere linciata ma Aligi riesce a proteggerla, nascondendola proprio nella grotta. La grotta del Cavallone, la cui visita dura poco più di un’ora ad una temperatura costante di 10°C, con una umidità del 90%, è stata esplorata già dal 1666 ed utilizzata come rifugio da parte degli abitanti di Taranta Peligna durante la Seconda Guerra Mondiale. Dal 2013 un museo multimediale è al servizio dei visitatori, offrendo filmati e ricostruendo i suggestivi ambienti della grotta.








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