Siamo immersi in un universo altamente magnetizzato, e tutto attorno a noi – dalle stelle ai pianeti alle galassie – produce il suo proprio campo magnetico. Ma i meccanismi che generano queste intersezioni magnetiche nel cosmo sono ancora in gran parte sconosciuti, e gli astrofisici continuano a interrogarsi sulle misteriose origini del magnetismo spaziale.
Ora – spiega Global Science – un gruppo di ricerca guidato dall’Università di Chicago ha affrontato il problema utilizzando una delle tecnologie laser più potenti al mondo: l’Omega Laser Facility a Rochester, New York. I risultati dello studio, pubblicati su Nature Communications, sembrerebbero confermare una delle principali ipotesi sull’origine del campo magnetico cosmico, la teoria della dinamo. In meccanica, una dinamo è un dispositivo che, ruotando attraverso un campo magnetico, trasforma il lavoro meccanico in energia elettrica sotto forma di corrente continua. In astrofisica, la teoria della dinamo propone esattamente l’opposto: il movimento di un fluido elettricamente carico è in grado di creare e mantenere un campo magnetico. Questa ipotesi, proposta all’inizio del XX secolo dal fisico Joseph Larmor, utilizza il meccanismo della dinamo per spiegare il magnetismo terrestre e solare.
Ed è proprio da qui che è partito il team dell’Università di Chicago. Grazie ai laser di Omega, i ricercatori hanno dato origine a una turbolenza nel plasma della dimensione di una moneta da un centesimo, della durata di pochi miliardesimi di secondo. Questa increspatura è però bastata a mostrare come il moto turbolento possa dare origine a un campo magnetico equiparabile a quelli osservati nel nostro Sole o in altre stelle distanti: esattamente quanto previsto dalla teoria della dinamo. “Ora sappiamo con certezza che la dinamo turbolenta esiste – dice Petros Tzeferacos, prima firma dello studio – ed è uno dei meccanismi che può spiegare la magnetizzazione dell’universo.” Il lavoro di Chicago fornisce così la prima prova sperimentale per comprendere i misteriosi meccanismi che regolano il campo magnetico del cosmo. E ora che una dinamo turbolenta può essere ricreata in laboratorio, gli scienziati potranno addentrarsi in questioni ancora rimaste irrisolte, come la potenza e la velocità di espansione di questa potente forza magnetica che attraversa lo spazio.


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