Martedì e Giovedì Grasso: ecco il significato e perché si chiamano così

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Cosa si intende esattamente Martedì e Giovedì Grasso? Il Giovedì Grasso (ultimo giovedi’ prima dell’inizio della Quaresima), era il giorno in cui a Piazza San Marco si svolgeva una grande festa celebrativa in onore di un’importante vittoria. La Serenissima aveva affrontato il patriarca Ulrico, uomo alquanto devoto all’Imperatore, per via di una bolla papale di Adriano IV che assegnava al Patriarcato di Grado tutta la Dalmazia. Si dice che Ulrico approfittò della guerra in corso fra Venezia, Padova e Ferrara per sferrare il colpo fatale a Grado, costringendo il patriarca Enrico Dandolo a fuggire. Per ricordare la vittoria, venne stabilito che ogni Giovedì Grasso i macellai e i fabbri avrebbero mozzato le teste ai tori, richiamando così l’idea di poter eliminare ogni ostacolo. Pian piano la festa divenne meno truculenta e si iniziò a celebrare questa giornata con giochi e con bellissime imprese, tra cui quelle dei funamboli che eseguivano varie dimostrazioni tra cui Il “volo del Turco” nel corso del quale l’artista saliva con un bilanciere in mano, sulla fune legata ad una barca in mezzo al bacino di San Marco, risalendo fino alla cella del campanile di San Marco.

Da qui nacque la tradizione, rispettata ogni anno, del lancio dell’angelo che, dal campanile di Piazza San Marco, “vola” sulle teste degli incantati veneziani. Il Giovedì Grasso e il Martedì Grasso sono chiamati, appunto, “grassi” semplicemente perché in questi giorni, in tempi passati, si mangiava in abbondanza, eliminando tutte le scorte di cibi migliori (come la carne) conservati in casa, prima di entrare nel periodo della penitenza alimentare. Sebbene generalmente fosse il Martedì il giorno “grasso” per eccellenza, in base alle tradizioni locali esso poteva essere anche il giovedì. In Toscana il Giovedì Grasso prende il nome di Berlingaccio, un termine che deriva dal tedesco “bretling” e si riferisce al “berlingare” che, tradotto dal dialetto, significa letteralmente “abbuffarsi con piacere”.

Non è un caso che il cibo carnevalesco per eccellenza, in alcuni paesi toscani, sia proprio il berlingozzo, un dolce al forno dalla classica forma di ciambella. Martedi’ Grasso è l’ultimo giorno della festività e il giorno immediatamente precedente il Mercoledì delle Ceneri che segna l’inizio della Quaresima che porta alla Pasqua. Il Martedì grasso, Mardi gras in francese, assume nomi differenti anche nella stessa Italia o all’interno delle stesse regioni italiane: è il caso della Sardegna, ad esempio, dove viene chiamato Martisero a Mamoiada e Martisperri a Ulassai.