Nel Dna è presente un timer delle mutazioni che ne scandisce i tempi e che e’ alla base sia dell’evoluzione, sia delle mutazioni che portano a malattie, come i tumori. E’ sufficiente un millesimo di secondo perche’ una delle ‘lettere’ in cui e’ scritto il Dna cambi la sua forma in modo che la replicazione incorpori l’errore. Pubblicata sulla rivista Nature, la scoperta si deve ai ricercatori l’americana Duke University.
“L’aumento o la riduzione della frequenza di mutazioni spontanee potrebbe alterare significativamente la capacita’ di un organismo di evolvere oppure alterare la sua suscettibilita’ alle malattie”, ha detto uno degli autori, il biochimico Hashim Al-Hashimi. “Una domanda interessante – ha aggiunto – e’ capire che cosa determini il tasso di mutazione”.
La risposta permetterebbe di capire le condizioni specifiche o i fattori di stress ambientale che potrebbero generare errori. Quando le cellule si dividono, il Dna deve replicarsi in modo che ogni nuova cellula riceva le stesse istruzioni e il compito di fare le copie e’ affidato alle macchine molecolari chiamate polimerasi. Nonostante tali macchine siano brave nel loro lavoro, ogni tanto possono fare degli errori: in genere ne avviene uno ogni 10.000 lettere copiate e da tempo gli studiosi si chiedono come mai un meccanismo quasi infallibile come questo ogni tanto commetta degli errori.
Se lo chiedevano anche James Watson e Francis Crick, che nel 1953 hanno scoperto la struttura a doppia elica del Dna: avevano ‘sospettato’ che le lettere del Dna potessero cambiare forma in modo da incorporare errori. Grazie a una sofisticatissima tecnica, che si chiama spettroscopia di risonanza magnetica nucleare, i ricercatori sono riusciti a catturare questi piccoli movimenti che durano solo un batter d’occhio. Questo ha permesso di scoprire che alcune lettere possono davvero cambiare forma per un millesimo di secondo e quando lo fanno possono incorporare errori. Quest’ultimi, anche se rari, sono alla base sia dell’evoluzione, sia delle malattie.
