Il Parlamento europeo ha approvato un emendamento che, pur anche senza citare l’olio di palma, vieta che nelle etichette dei cibi siano pubblicizzati ingredienti non presenti, ma solo quelli effettivamente contenuti nel prodotto, per tutelare i consumatori dal proliferare di pubblicità ingannevoli o suggestive. Gli eurodeputati Alberto Cirio della Commissione Ambiente, Salute e Sicurezza Alimentare, e Fulvio Martusciello della Commissione Econ del Parlamento Ue, hanno sottolineano che le vicende degli ultimi anni, legate ad alcuni prodotti alimentari, hanno permesso alle grandi catene commerciali di promuovere dei prodotti pubblicizzando non gli ingredienti che contengono, ma quelli che non contengono, provocando un vera e propria confusione per il consumatore. Il problema, secondo gli eurodeputati, è che diciture di questo tipo distolgono l’attenzione da ciò che viene messo nel prodotto al posto dell’olio di palma.
Inoltre, è stato dimostrato che l’olio di palma non ha niente a che vedere con la salute, in quanto non è nocivo di per sé, ma può diventarlo solo se trattato a temperature molto elevate, cosa che l’industria alimentare italiana non fa. La confezione, o packaging, è il trampolino di lancio per le imprese che si contendono i consumatori, quindi le etichette con la dicitura “senza” illudono solo il consumatore che un certo prodotto sia più salutare di un altro, e lo rassicurano. Ma non sempre il prodotto è migliore, anzi si dovrebbe capire e conoscere quali siano gli ingredienti sostituti. Il caso dell’olio di palma è l’esempio lampante, in quanto si discrimina l’olio di palma illudendo i consumatori che l’alimento sia migliore, ma in realtà non è così. E anche se ci fosse un miglioramento, per esempio nella riduzione dei grassi saturi, basterebbe affermare che ci sono meno grassi saturi.


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