In giro per la nostra Penisola, sono davvero numerosi i dolci tipici preparati in occasione della festività di San Biagio. Giusto per citare i più celebri, a Lettomanoppello, in provincia di Pescara, è tempo di tarallucci di San Biagio, contenenti semi d’anice, benedetti e distribuiti ad amici e parenti per proteggere dai mali di stagione, in particolar modo dal mal di gola. A Taranta Peligna, in provincia di Chieti, si svolge la Sagra delle Panicelle, pani a forma di mano sul cui impasto è impressa l’immagine del Santo; a Lanzara, in Campania, si preparano le polpette di San Biagio a base di patate, a Salemi, in provincia di Trapani, i pani di San Biagio a forma di pesci, uccelli, cavallucci marini e fiori per ricordare il miracolo della liberazione del paese dalle cavallette; e i cuddureddi fatti d’acqua e farina, che rappresentano le gole, entrambi benedetti e distribuiti ai fedeli.
A Caronia, in provincia di Messina, si preparano pani dolci a forma di ciambella con nocciole, mandorle e miele (cudduri di San Brasi), mentre a Comiso, sempre in sicilia, i cannarozza, pani a forma di trachea. Ma la più celebre è la torta di San Biagio, una crostata di pastafrolla tipica della zona di Mantova, in particolare di Cavriana. Per prepararla occorrono: 300 grammi di farina, 100 di burro, 200 di zuccghero, vino bianco qb, 600 grammi di mandorle tritate, un uovo, una tavoletta di cioccolato d tritare, un bicchierino di rum e 1 limone.
Unite burro, zucchero, farina e vino bianco, lasciando l’impasto in frigo per 1 quarto d’ora. Nel mixer, tritate mandorle e cioccolato, unendole, in una terrina, con un uovo, la scorza e il succo di un limone, lo zucchero e il rum. Stendete 2/3 della pasta frolla, usandola per foderare una teglia circolare. Mettete il ripieno alle mandorle, utilizzando la frolla rimanenente per realizzare scrisce con cui chiudere la torta. Infornate in forno statico a 170° per 30 minuti.


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