“Vivete insieme in armonia tra di voi, come un’anima sola e un cuore solo, camminando verso Dio. Andate nel mondo, raccoglietevi in Dio”, diceva Sant’Agostino. All’Abbazia di Novacella, nel cuore del Tirolo italiano, lo hanno preso in parola, portando avanti ancora oggi, dopo secoli, la sua regola. Un po di storia. Ancora oggi retta dai Canonici Regolari Agostiniani, situata a pochi chilometri da Bressanone/Brixen, circondata da boschi, prati e vigneti, fu fondata nel 1142 dal vescovo di Bressanone, il beato Hartmann e, all’inizio, fu intesa soprattutto come ospizio per i viandanti ed i pellegrini in viaggio per la Terra Santa oppure per Roma, oltre a distinguersi per l’educazione dei giovani. In poco tempo questo complesso divenne il più importante centro culturale e spirituale del Tirolo. Cosa visitare? La biblioteca, una sala maestosa con soffitti orignali con foglie d’oro soffiato e più di 20.000 volumi , divisi per argomenti e in ben 20 lingue, col più piccolo manoscritto al mondo che fu stampato al Museo di Gutenberg e contiene il Padre Nostro in 7 lingue diverse; una sala in passato adibita a forno, che oggi raccoglie strumenti educativi, la Chiesa di Santa Maria Assunta, l’incantevole Pozzo delle Meraviglie nel cortile interno dell’Abbazia, il Castel Sant’Angelo detto anche Cappella di San Michele; la Cantina dell’Abbazia. La viticoltura, infatti, è una delle ricchezze della Valle Isarco. I canonici agostiniani, consci di ciò, iniziarono a produrre i propri vini e ad oggi i vini di Novacella si distinguono per la loro qualità, tanto da essere stati insigniti del premio Gambero Rosso.









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