Accade oggi: il 13 marzo 1781 la scoperta di Urano

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Il settimo pianeta del Sistema Solare per distanza dal Sole, Urano, venne avvistato il 13 marzo 1781 dal telescopio di William Herschel: l’astronomo tedesco inizialmente pensò si trattasse di una cometa perché la scambiò per una stella di colore bluastro che cambiava posizione. Successivamente riconobbe la natura planetaria del corpo celeste e lo chiamò “the Georgium Sidus” (il Pianeta di Giorgio) in onore del suo protettore, Re Giorgio III d’Inghilterra.

Fu nel 1850 che si accettò la proposta del berlinese Johann Elert Bode di assegnare al pianeta il nome della divinità greca che personifica l’ouranós, il cielo, compagno di Gaia e padre dei Ciclopi e dei Titani.

Urano è un “gigante gassoso” (predominano idrogeno, elio e metano, che determina il colore blu-verde): ha 15 satelliti principali e due sistemi di anelli. Ha un diametro di 51.118 km (è il terzo pianeta più grande del Sistema Solare, e può contenere la Terra 64 volte) ed una temperatura che scende fino -215 °C a causa della sua lontananza dal Sole (2.900 milioni di km, 19 volte più della Terra). Ha un asse di rotazione quasi parallelo al piano orbitale (forse a causa di un impatto con un altro corpo celeste), e di conseguenza ciascuno dei due poli resta esposto alla luce solare per 42 anni, la metà del periodo di rivoluzione, che ha una durata di circa 84 anni.