Allergie respiratorie in aumento: ecco come difendersi

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Il 15-18% degli italiani soffre di allergie respiratorie, che sono anche in costante aumento, secondo Domenico Schiavino, responsabile dell’unità di Allergologia del Policlinico Agostino Gemelli di Roma: “All’inizio del secolo scorso gli allergici erano cosi’ pochi che la malattia veniva definita atopica, cioe’ non classificabile,” spiega l’esperto all’AGI. “Con l’inquinamento ambientale le cose sono radicalmente cambiate. L’allergia non e’ mai un fatto genetico, esiste una familiarita’ ma le condizioni ambientali sono determinanti“.

L’impollinazione pre-primaverile e’ gia’ avvenuta. Piante come il cipresso e il nocciolo hanno ormai impollinato e chi e’ sensibile a questi allergeni ora sta meglio. C’e’ da sottolineare che queste piante, avendo il polline grosso, possono determinare riniti ma non l’asma. Le parietarie officinalis, cioe’ l’erba selvatica resistentissima a tutto, si stanno invece attivando in questo periodo e il loro polline piccolo, circa 15 micron, scende profondamente nelle vie respiratorie e provoca fenomeni asmatici. Le parietarie cominciano a dare fastidio da marzo fino a tutto giugno. A luglio e ad agosto danno una tregua, ma riprendono a impollinare da settembre a novembre. Quindi tanti mesi all’anno, provocando una sintomatologia quasi perenne“.

Come difendersi?L’esame allergologico va fatto in autunno, entro la fine dell’anno si deve iniziare il trattamento desensibilizzante che va portato avanti fino a giugno. Si tratta di fare iniezioni una volta alla settimana, anche se oggi le stiamo usando di meno e preferiamo somministrare i vaccini per via sublinguale. Hanno un’efficacia analoga e danno meno effetti collaterali. Col vaccino innalziamo la soglia di tolleranza all’allergene e oltre l’80% dei pazienti non presenta piu’ disturbi significativi“.

Per quanto riguarda la terapia sintomatica, sono consigliabili gli antistaminici di nuova generazione: “I pazienti si spaventano a sentire parlare di cortisone ma la quantita’ e’ bassa, viene assorbita a livello locale e non bisogna avere paura“.

Se le mucose nasali restano infiammate a lungo possono provocare rinosinusiti severe. Per questi soggetti e’ consigliabile il vaccino perche’ con il tempo si potrebbe determinare una situazione di asma bronchiale“.

Per prevenire il disturbo, “quando si va in giro in automobile occorre tenere i finestrini chiusi e cambiare i filtri ogni anno, scegliendo quelli con i fori piu’ piccoli e sottili per bloccare il particolato. Ai giovani che vanno in moto suggerisco di mettere sotto il casco integrale una bandana o una mascherina per bloccare l’ingresso del polline. In piena impollinazione tenere chiuse le finestre di casa e cambiare l’aria a mezzanotte o all’alba, perche’ i pollini calano quando la temperatura si abbassa“.