Archeologia: le mummie di Rovigo non sono sole, scoperti altri resti umani nella teca

Mentre gli esperti stanno occupandosi di Meryt e Baby, dall’Accademia dei Concordi di Rovigo giunge una novità di non poco conto. Nell’intervento di apertura ed esame della teca che per più di un secolo ha accolto e protetto le due Mummie di Rovigo, si è notata l’esistenza di una parte sottostante i due corpi mummificati. Che non è solo, come si ipotizzava, una pura base finalizzata a rialzare la teca, ma che si è rivelata essere una sorta di “doppio fondo”. Che, una volta aperto, ha rivelato il suo contenuto: un insieme, caotico, di resti umani mummificati: teste (almeno quattro) e parti di arti e di corpi.
Le ipotesi su questo straordinario ritrovamento si affastellano. Secondo la più accreditata, potrebbe trattarsi di altre mummie, giunte insieme a Meryt e Baby dall’Egitto a Rovigo, che all’arrivo sono state trovate spezzate, forse a causa degli scossoni del lungo viaggio. Ma non è da escludersi che, nel riempire i cassoni, il donatore Giuseppe Valsè Pantellini abbia ecceduto in zelo disordinato, o forse per la fretta di spedire, prima che gli fosse impedito di far uscire i materiali dall’Egitto, abbia affastellato più oggetti possibili al loro interno.

Verosimilmente, questi “pezzi” non si poterono, all’epoca, riassemblare e sembrò così più semplice ricoverarli, tutti insieme, non in una teca loro riservata, ma in uno scomparto nascosto della teca di Meryt e Baby. La restauratrice Cinzia Oliva, gli esperti del Progetto EgittoVeneto e l’equipe medica del prof. Raffaele De Caro dell’Università degli Studi di Padova, non si sbilanciano sul futuro dei reperti. Per prima cosa saranno studiati. Se dagli esami risulterà evidente che si tratta di parti sconnesse di diversi corpi, si potrà prendere in considerazione l’ipotesi di tentare ciò che al loro arrivo non venne probabilmente fatto, ovvero riaggregare le diverse parti per ricomporre le mummie oggi malamente frazionate.
Ma, ribadiscono gli esperti, ogni ipotesi è per ora assolutamente prematura. Certo è che la Collezione Egizia dell’Accademia dei Concordi si sta rivelando non solo la più ampia in terra veneta ma anche quella che, a studi approfonditi, potrebbe rivelare non poche sorprese. Le ricerche sulle Mummie a Rovigo, che sfoceranno in una grande mostra-laboratorio in Palazzo Roncale, sono promosse all’Accademia dei Concordi e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.