“Vedo la Protezione Civile nazionale in rianimazione. Speriamo che qualcuno la faccia ripartire come un tempo. Questa citta’ e’ la prova provata che serve una Protezione civile efficace, efficiente, che sappia decidere e che si sappia prendere delle responsabilita'”. Cosi’ l’ex capo della Protezione civile ed ex Commissario per l’emergenza terremoto dell’Aquila, Guido Bertolaso, tornato oggi nel capoluogo abruzzese per fare visita, in centro storico, a una nuova pizzeria che vede tra i soci un suo amico aquilano.
Bertolaso era stato in citta’ il 2 marzo scorso per il comizio di chiusura della campagna elettorale di Forza Italia. “All’Aquila ho deciso il giusto – ha spiegato ancora – decidevo quello che si doveva decidere. Senza delegare e senza lasciare tempi morti fra quelle che erano le esigenze della cittadinanza e la risposta del Governo”.
Bertolaso all’Aquila ha avuto problemi giudiziari, risolti con un’assoluzione e un proscioglimento, con due filoni di inchiesta legati al processo alla Commissione Grandi Rischi riguardo l’accusa di aver sottovalutato il rischio sismico rassicurando gli aquilani nel corso dello sciame sismico che ha preceduto la scossa del 6 aprile 2009. “Non ho mai interrotto i rapporti e i legami con questa citta’. Mi ero solo ‘congelato’ in attesa che le mie vicende giudiziarie si concludessero. E si sono concluse bene, com’era giusto che fosse”.
Sul fatto che il suo nome abbia suscitato anche polemiche, Bertolaso ha sottolineato: “Il mio nome in citta’ fa sempre discutere? Siamo in Italia, il nostro Paese e’ famoso perche’ difficilmente trova un consenso su una persona o su un ragionamento. E’ giusto che sia cosi’, e’ giusto che ci siano le divisioni. Io sono assolutamente tranquillo. Chi mi ha visto all’opera nel terremoto dell’Aquila sa che mi sono comportato facendo la cosa giusta”.
