“Cambia il clima in FVG”: entro fine secolo aumento della temperatura da 2 a 5°C e innalzamento del livello mare

MeteoWeb

E’ stato presentato oggi a Gorizia, nel corso di un convegno all’auditorium della Regione, uno studio sui cambiamenti climatici coordinato dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, Arpa, cui hanno collaborato le università di Udine e di Trieste, il Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP), l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e l’Istituto di Scienze Marine (CNR_ISMAR).

Un’analisi approfondita, che consente di valutare lo stato del cambiamento climatico già in atto in Friuli Venezia Giulia e di quello atteso nei decenni a venire, nonché di comprendere gli effetti che si potranno avere sull’ambiente, sugli ecosistemi terrestri e marini, sulle attività produttive, sulla disponibilità della risorsa idrica, con indicazioni potenziali anche sul dissesto idrogeologico.

Il risultato più significativo dello studio climatico è rappresentato dalla realizzazione da parte dell’ICTP di Trieste di una solida base di dati meteorologici, che consente di realizzare sul territorio del Friuli Venezia Giulia delle previsioni climatiche fino al 2071-2100 ipotizzando situazioni più o meno favorevoli (scenari).

Queste previsioni confermano a fine secolo un aumento della temperatura da 2 a 5 gradi, a seconda dello scenario analizzato, e la variazione del regime delle precipitazioni con un leggero aumento in inverno e una diminuzione in estate, sebbene nel complesso il totale annuo rimanga immutato.

Con questo set di dati climatici sono stati elaborati gli altri indicatori, riferiti al livello del mare, alla variazione della vegetazione, alla presenza di ghiaccio.

Per quanto riguarda il mare, lo studio rileva un ulteriore innalzamento di alcune decine di centimetri del livello medio rispetto ai valori attuali. Per la vegetazione si evidenzia una forte riduzione dell’areale interessato da specie tipicamente alpine e una forte espansione di quelle tipiche delle aree mediterranee e sub-tropicali; parallelamente sono osservati cambiamenti negli ecosistemi sia terrestri che marini, con conseguenti variazioni nelle produzioni nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento e della silvicoltura. Il ghiaccio è previsto in forte riduzione, sia quello presente nelle formazioni sotterranee (grotte di ghiaccio), sia per la quasi totale scomparsa dei nevai permanenti di superficie.

Il rapporto climatico contiene anche diversi “casi studio”, fra cui quelli che analizzano la possibile intensificazione delle piogge alluvionali, degli eventi di acqua alta lungo la costa e le variazioni del ciclo dell’acqua in termini di ruscellamento, scorrimento superficiale, infiltrazione, evaporazione.

Gli eventi alluvionali a fine secolo sono previsti più intensi e/o frequenti, ponendo quindi l’attenzione sull’importanza di una corretta pianificazione del territorio a lungo termine, finalizzata a ridurre gli effetti negativi dei cambiamenti in atto.

Cambia il clima: Vito, necessarie risposte a tutti i livelli

dialogo di talanoa cambiamenti climaticiIl riscaldamento globale è ormai una evidenza scientifica, che si è andata sempre più consolidando negli ultimi anni, così come la consapevolezza che a causarlo sono le emissioni di gas climalteranti derivanti dall’impiego dei combustibili fossili e dall’uso non sostenibile del territorio e delle risorse naturali“. Lo ha ricordato questa mattina a Gorizia l’assessore regionale all’ambiente Sara Vito in apertura del convegno di presentazione del nuovo studio sui cambiamenti climatici.

Al convegno è intervenuto anche il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, che ha espresso vivo apprezzamento per la presenza di numerosi studenti. “Far capire ai giovani le conseguenze dei cambiamenti climatici – ha detto – è un primo passo per adottare comportamenti virtuosi e rispettosi dell’ambiente“.

Per contrastare i cambiamenti climatici in atto – ha osservato Vito – sono necessarie risposte integrate a tutti i livelli, da quello globale a quello regionale e locale. Ogni territorio ha infatti le sue specifiche vulnerabilità, che devono essere conosciute per trovare risposte adeguate in un’ottica di sviluppo sostenibile.”

Coerentemente con queste premesse la Regione ha intrapreso un percorso per definire la propria strategia di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici. A tale proposito Vito ha ricordato come l’amministrazione si sia impegnata sul fronte della mitigazione realizzando un nuovo Piano energetico regionale che persegue il duplice obiettivo di potenziare il sistema energetico e di ridurre le emissioni climalteranti.

Per le azioni di adattamento – ha concluso Vito – la Regione ha affidato ad Arpa la realizzazione dello studio oggi presentato, che ha l’obiettivo di individuare i settori sociali ed economici sui quali gli impatti previsti dei cambiamenti climatici saranno più rilevanti: la loro conoscenza consentirà di effettuare una migliore pianificazione del territorio, riducendo gli effetti negativi dei cambiamenti in atto“.

Lo studio sui cambiamenti climatici è stato coordinato da Arpa-Osmer, l’Osservatorio meteorologico e Gestione dei rischi naturali di Arpa, che si è avvalso delle migliori competenze presenti in regione, avviando collaborazioni scientifiche con gli atenei di Udine e di Trieste e con tre enti di ricerca con sede a Trieste: il Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP), l’ Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e l’Istituto di Scienze Marine (CNR_ISMAR).

Lo studio – ha ricordato il direttore generale di Arpa, Luca Marchesi – raccoglie le principali conoscenze finora prodotte sui cambiamenti climatici e, grazie alla collaborazione con l’ICTP, è stato possibile per la prima volta ottenere una stima di come potrà cambiare il clima in futuro in Friuli Venezia Giulia utilizzando le simulazioni di alcuni modelli climatici europei, che sono state “ritagliate” su misura per il territorio regionale“.