Castello Estense: il monumento più rappresentativo di Ferrara tra storia e leggende

Il Castello Estense o Castello di San Michele è il monumento più rappresentativo della città di Ferrara. Situato in pieno centro storico, venne eretto nel 1385 da Nicolò II d’Este, per proteggersi dagli attacchi dei cittadini stessi, che erano in una condizione di malcontento generale contro il governo degli Estensi. Il popolo, stremato dalla fame e dalla povertà, si unì per uccidere Tommaso da Tortona, un magistrato dei Giudici dè Savi, odiato da tutti. In seguito si unì per abbattere la monarchia della famiglia d’Este, padrona secolare di Ferrara. Il castello venne progettato dall’architetto di corte, Bartolino da Novara, che lo fece costruire intorno alla Torre dei Leoni. Eretto in soli 2 anni, venne munito di un fossato lungo tutto il perimetro, diversi ponti levatoi e altri sistemi di difesa all’avanguardia. Dalla metà del XV secolo, con Ercole II, da baluardo difensivo, assunse il ruolo di dimora di corte per i Signori della città.

Inevitabile corollario dell’originaria funzione militare e repressiva del Castello furono le prigioni dei sotterranei… segrete che, come ricordano le cronache antiche, furono teatro della tragica fine di Ugo e Parisina, i giovani amanti decapitati in fondo alla Torre Marchesana. Erano rispettivamente figlio e moglie del marchese Nicolò III, entrambi ventenni quando, nel 1425, vennero condotti al patibolo.Meno cruenta della vicenda di Ugo e Parisina è la storia legata alla “Prigione di don Giulio”, un’impenetrabile cella ricavata all’interno della Torre dei Leoni, dove furono rinchiusi nel 1506 don Giulio e don Ferrante, fratelli del duca Alfonso I.

Condannati a morte per aver attentato alla vita del duca e dell’altro fratello, il cardinale Ippolito, essi ebbero commutata la pena nel carcere a vita, da scontarsi nelle prigioni del Castello: Ferrante vi trovò la morte dopo trentaquattro anni di reclusione, mentre Giulio fu graziato nel 1559 all’età di 81 anni. Le cronache dell’epoca ricordano lo stupore dei ferraresi nel vedere il nobile vecchio, ancora vigoroso, circolare per le strade della città abbigliato alla moda di cinquant’anni prima.