L’infinita curiosità: un viaggio nell’Universo in compagnia di Tullio Regge [FOTO]

Dal 22 Settembre 2017 al 18 Marzo 2018 il palazzo dell’Accademia delle Scienze di Torino ospita “L’infinita curiosità. Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge”. La mostra, promossa nell’ambito del Sistema Scienza Piemonte con il sostegno della Compagnia di San Paolo e curata da Vincenzo Barone e Piero Bianucci, propone, con un allestimento coinvolgente, un viaggio ideale nell’universo, dall’immensamente grande all’estremamente piccolo, alla scoperta delle meraviglie della fisica contemporanea.

Il 22 Settembre si inaugura a Torino “L’infinita curiosità. Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge”, una mostra che esplora i temi più affascinanti della fisica contemporanea, dalle onde gravitazionali ai buchi neri, dalla relatività ai quanti, dalle particelle elementari ai nanosistemi. Un appuntamento per gli appassionati di scienza, per le scuole e per chiunque voglia esplorare la curiosità umana, motore della conoscenza.

La mostra, divisa in sei sezioni, è strutturata come un immaginario viaggio nell’universo, dall’immensamente grande all’estremamente piccolo, attraverso lo spazio, il tempo e la materia. Guida ideale del viaggio sarà Tullio Regge (1931-2014), uno dei più grandi scienziati della seconda metà del Novecento, autore di importanti scoperte in molti campi della fisica e appassionato divulgatore scientifico. La sua inesauribile curiosità sarà il fil rouge dell’intero percorso, che comprenderà ambienti immersivi, installazioni, video, exhibit interattivi, strumenti scientifici, documenti storici (tra cui alcuni preziosi autografi einsteiniani).

Una mostra innovativa ospitata in spazi nuovi, i locali al pianterreno dell’Accademia delle Scienze di Torino, recentemente ristrutturati grazie a un contributo della Compagnia di San Paolo.

Un ricco programma di eventi collaterali accompagnerà la mostra lungo tutta la sua durata: incontri con grandi scienziati e divulgatori, incroci e contaminazioni con arti figurative, teatro e cinema. Sono previste per le scuole visite guidate alla mostra e laboratori didattici presso Xké? – Il laboratorio della curiosità 

La mostra si avvale della collaborazione di importanti istituzioni scientifiche italiane, tra le quali l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), che ha fornito due spettacolari installazioni immersive, e l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM), che contribuisce con due exhibit innovativi progettati per l’occasione.

LE SEI SEZIONI DELLA MOSTRA

L’ingresso alla mostra accoglie il visitatore con un allestimento spettacolare. Nello scenografico corridoio è posta un’installazione di legno che rappresenta la “scala cosmica”: 62 blocchi corrispondenti ai 62 ordini di grandezza dell’universo conosciuto, dall’estremamente piccolo (la lunghezza di Planck) all’immensamente grande (l’orizzonte cosmologico). Lungo il percorso della mostra il visitatore si muoverà idealmente su e giù per questa scala, confrontandosi con le dimensioni delle cose, dai quark alle galassie.

La prima sezione, MESSAGGERI DEL COSMO, racconta come possiamo esplorare i confini dell’universo grazie ai messaggeri che giungono dalle profondità dello spazio: le onde gravitazionali, appena scoperte, i raggi cosmici, i neutrini. L’esperienza è al centro dell’allestimento: il visitatore entra in “scatole magiche”, ambienti immersivi che permettono di ascoltare il suono delle onde e di visualizzare l’arrivo dei neutrini.

Con la seconda sezione, SPAZIO, TEMPO, RELATIVITÀ, si entra nel mondo di Einstein e della sua teoria della relatività. Il visitatore è invitato a scoprire le moderne idee di spazio e di tempo, confermate da esperimenti di grande precisione, e più vicine a noi di quanto si pensi: è proprio grazie alla relatività che oggi possiamo usare i navigatori satellitari, e alcune divertenti installazioni permetteranno di scoprirlo.

La terza sezione, QUANTI E PARTICELLE, ci conduce, con un grande salto, all’estremamente piccolo. La sezione è dedicata alla meccanica quantistica e alla fisica subnucleare, illustrate nelle loro manifestazioni più suggestive. Vedremo che i corpuscoli sono onde, capiremo che cosa accade all’interno di un acceleratore, proveremo a scoprire nuove particelle. Il fenomeno ottico delle glorie, che potremo osservare dal finestrino di un aereo, rivelerà insospettati legami con la fisica dei quanti.

La quarta sezione, FORME NELLA MATERIA, esplora la terra di mezzo, il microcosmo appena sotto il nostro sguardo. La sezione, dedicata alla geometria della materia, alle simmetrie, alle forme solide e fluide, è ricca di oggetti e di immagini: specchi, modelli molecolari, nanomateriali, disegni in 3D, e la poltrona Detecma, splendido esempio di matematica trasformata in design, progettata da Regge e di nuovo in produzione grazie a Gufram, marchio italiano marchio italiano di arredamento conosciuto nel mondo per aver forzato i limiti del disegno industriale.

L’estremamente piccolo e l’immensamente grande si incontrano nella quinta sezione, VISIONI DEL TUTTO, in cui si vede come la fisica contemporanea si sforzi di comprendere il cosmo nella sua interezza e di spiegare con una teoria unitaria tutti i fenomeni della natura. Una sfida ancora aperta, e che forse rimarrà sempre tale, ma che ha dato vita a idee affascinanti. Il visitatore potrà ammirare una ricostruzione della Biblioteca di Babele di Borges, simbolo del tentativo umano di abbracciare il tutto.

L’ultima sezione, RITORNO A CASA, è dedicata è dedicata al ruolo dei fisici nello spazio pubblico, al loro impegno sociale e culturale come uomini del proprio tempo, da Einstein e Oppenheimer ai giorni nostri. La sezione ospita documenti storici di grande importanza (tra cui la corrispondenza Einstein-Croce) e si chiude con un oggetto unico e particolarmente prezioso: un taccuino di dediche di Adriana Enriques, figlia del matematico Federigo Enriques, inaugurato nel 1921 da Einstein con uno dei suoi aforismi più famosi (“Lo studio e in generale l’amore per la bellezza e la verità sono cose dinanzi alle quali si vorrebbe sempre rimanere bambini”) e firmato da celebri scienziati (Eddington, Planck, Rutherford, Fermi, Marconi) e grandi protagonisti della cultura (Puccini, Mascagni, Bontempelli, Serao, Tagore).

“È un fatto noto – scriveva Tullio Regge – che le strutture che hanno un profondo senso geometrico sono anche esteticamente splendide”. A questa meraviglia, a questa ennesima espressione dell’infinita curiosità di Tullio Regge è dedicata la mostra – piccola ma davvero unica – che celebra la parte più onirica e creativa del suo genio: “L’infinita curiosità. Il computer di Tullio Regge: penna e pennello”.

Ospitata dal 17 febbraio al 18 marzo alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti, l’esposizione è un omaggio agli aspetti più creativi di Tullio Regge, ed è perfetta appendice della mostra “L’infinita curiosità. Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge”, aperta fino al 18 marzo, organizzata dal Sistema Scienza Piemonte e ospitata all’Accademia delle Scienze di Torino. Entrambe le mostre sono realizzate con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

L’elegante Sala Azzurra dell’Accademia ospita exhibit e disegni che consentono al visitatore di entrare in un’atmosfera visionaria e apprezzare una parte del lavoro del grande fisico forse meno conosciuta ma non meno affascinante.

Il suo eclettismo quasi leonardesco l’ha portato a cimentarsi con l’arte digitale e con il design, in anni in cui la tecnologia informatica muoveva i primi passi. Il computer – o calcolatore come spesso lo chiamava – gli dava la straordinaria libertà di giocare con forme e colori sfruttando le sue conoscenze matematiche.  “Ho sempre desiderato – scriveva Tullio Regge – produrre immagini per comunicare con gli altri e in questo sono stato sempre frustrato dalla mia incapacità di tenere in mano una matita o un pennello. Per me è impresa penosa se non impossibile il disegnare a mano un prisma o un cubo, e invece è facilissimo dare le coordinate cartesiane e trarre un’immagine usando un calcolatore”.

Oggi ci resta una produzione di disegni vasta e particolare, custodita dalla famiglia e dagli amici (a cui il grande scienziato spesso li donava), che mescola astrazioni matematiche, computer grafica e senso dell’umorismo. La sua “bricolarte”, come amava chiamarla, è fatta di elaborazioni grafiche tridimensionali per le quali trovava sempre titoli divertenti e provocatori, a volte polemici.

Campeggia al centro della mostra la “scatola di Tullio Regge”, riproduzione in scala gigante di uno strumento che lo scienziato usava per realizzare i modelli tridimensionali. Alle quattro pareti laterali di un cubo di legno, Tullio Regge applicava il grafico di una curva algebrica e collegava alcuni suoi punti opportunamente scelti con segmenti di fil di ferro, dando vita allo sviluppo di superfici complesse.

In un angolo della sala è ricostruita la scrivania dello scienziato torinese, sui cui è appoggiato il computer con il quale sono stati realizzati tutti i disegni (il visitatore si renderà conto della difficoltà di costruire figure complesse con uno strumento “primitivo” per i nostri standard). In un altro angolo, viene proiettata a ciclo continuo una selezione di opere.

Completa la mostra l’exhibit “Dentro le forme”, un viaggio interattivo nei disegni di Tullio Regge che il visitatore compie a bordo di una bicicletta. Questa installazione, realizzata in occasione dell’edizione 2017 del Festival della Scienza di Genova, permette di esplorare virtualmente una selezione di disegni e di altri progetti del fisico torinese, ricreati come ambienti 3D. Il visitatore inforca una bicicletta e con questo mezzo si aggira in affascinanti, e a volte surreali, ambienti virtuali. In attesa del proprio turno, è possibile riposare su un’altra delle creazioni di Tullio Regge: la poltrona Detecma, realizzata sulla base di una curva, la “ciclide di Dupin”, che il fisico considerava particolarmente elegante.