Marzo: etimologia e rappresentazione iconografica del mese

MeteoWeb

Marzo, terzo mese dell’anno secondo il Calendario gregoriano, è, come noto, il primo giorno di primavera nell’emisfero boreale e dell’autunno nell’emisfero australe. Esso conta 31 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile. Quanto all’etimologia, il suo nome deriva dal latino Martius, in quanto dedicato al dio romano Marte, divinità del raccolto primaverile e della guerra. Marzo, associato, nell’immaginario collettivo, all’idea di incostanza e instabilità, probabilmente a causa della sue imprevedibili condizioni meteo, rimase il primo mese dell’anno sino alla metà del II secolo d.C.. Dopo tale data, l’inizio dell’anno venne identificato con Gennaio in quanto periodo in cui venivano scelti i consoli e i magistrati. Fino al 46 a.C. nell’antica Roma l’anno iniziava il 1° marzo, due mesi dopo rispetto ad oggi: Settembre era il settimo mese dell’anno, Ottobre l’ottavo, Novembre il nono, Dicembre il decimo.

Circa la rappresentazione iconografica del mese, gli artisti medievali lo rappresentavano molto spesso collegandolo alla potatura, soprattutto della vite, o alla zappatura del campo, e non mancavano riferimenti all’Ariete. Un’immagine enigmatica, legata a marzo e diffusasi nell’Italia Settentrionale, è quella del Marcius cornator. Il mese, infatti, era rappresentato come un giovane suonatore di corno, spesso doppio, indossava una corta veste e mostrava una folta chioma arruffata che gli conferiva un aspetto da genietto, a metà tra natura umana e demoniaca.