La leggenda della Vecchia Pastora è, senza ombra di dubbio, quella più celebre avente il mese di marzo per protagonista. Si narra che, un tempo, marzo avesse solo 28 giorni ma, dato che gli uomini lo prendevano sottogamba, non temendolo come i rigidi fratelli (i mesi di dicembre, gennaio e febbraio), decise di vendicarsi. La colpa, secondo la leggenda, fu di una Vecchia Pastora che per tutto marzo era riuscita a proteggere faticosamente i suoi agnellini dall’imprevedibilità del mese. L’anziana, la sera del 28, esclamò: “E ora con la tua fine la pianterai di fare il matto, oh marzo bislacco!”. Fu allora che, sentendosi fortemente offeso, marzo chiese in prestito 3 giorni ad aprile, durante i quali si divertì a scatenare gelo, neve e vento che, non solo provocarono la morte degli agnellini della Vecchia Pastora e di tutti gli altri pastori, ma stecchirono germogli ed erbe, oltre a spazzar via i nidi in costruzione con piogge e vento.
Gli ultimi tre giorni di marzo, ossia 29, 30 e 31, furono chiamati Giorni della Vecchia o Giorni imprestati, nei quali solitamente si ha un ritorno del freddo; anzi vengono considerati tra i giorni più freddi di tutta la Primavera. Un fondo di verità c’è sempre. Questi tre giorni fanno parte di una serie di periodi, popolarmente conosciuti come nodi del freddo; sbuffi invernali nel cuore della stagione primaverile. Per esempio, altri nodi del freddo sono il “nodo del cuculo” (10 Aprile), il “nodo di San Marco” (25 Aprile) e i “Santi di ghiaccio” (12 – 13 – 14 maggio). Anche la Francia ha qualcosa di simile, come il “freddo di maggio” (11 – 12 Maggio).


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