“Sono otto i casi di meningite di tipo B accertati da Natale 2017 in Sardegna, di cui due mortali”. Ma non “c’è allarme epidemia“. Lo ha affermato l’assessore della Sanità della Regione sarda, Luigi Arru, nel corso di una conferenza stampa tenuta stamani in Assessorato, a Cagliari, per fare il punto sulla situazione, che comunque vede 4 casi nell’ultima settimana, di cui uno mortale. Arru ha detto che dopo un “silenzio epidemiologico di oltre due mesi” (dicembre-marzo), tre casi sono stati diagnosticati nell’ultima settimana in ragazzi fra i 19 e i 21 anni, e le oltre mille persone che sono state con loro a contatto sono state sottoposte a profilassi negli ultimi sette giorni.
Comunque “sono state messe in atto tutte le azioni previste dal protocollo in situazioni come la nostra – ha spiegato -, procedendo alla vaccinazione delle persone entrate a stretto contatto con i pazienti ricoverati. Bisogna ribadire – ha spiegato – che non è così facile essere contagiati e la corsa alla vaccinazione non è necessaria”.
La rete tra Ats, aziende ospedaliere, Pronto soccorso, assessorato, è al lavoro da mesi: la Assl di Cagliari ha rafforzato gli ambulatori e incrementato i controlli nei locali e ricorda alcune regole di prevenzione soprattutto per i ragazzi: è importante lavarsi frequentemente le mani, non scambiarsi bicchieri né posate.
Nessun allarme dunque ma due discoteche, una a Cagliari e una a Quartu Sant’Elena, che sembra siano state frequentate da due 20enni che hanno contratto il virus (uno morto), sono state chiuse. Per bocca dello stesso assessore il contagio tra i giovani sarebbe stato favorito dalla frequentazione delle discoteche: “Locali molto affollati, bere dallo stesso bicchiere o scambiarsi la sigaretta” potrebbe aver favorito la diffusione del batterio.
Per l’unita’ di crisi della Regione sarda non è il caso di parlare di epidemia e cadono le ipotesi di vaccinazione gratuita per tutta la popolazione per il sierotipo B, responsabile dei contagi e delle morti, come stanno chiedendo in queste ore a gran voce diversi consiglieri regionali.
Arru ha spiegato che la Regione sta seguendo “i protocolli internazionali” sulla casistica e che “le condizioni epidemiologiche dei casi riscontrati non sono tali da estendere le vaccinazioni oltre ai contatti stretti avuti dai contagiati”. In ogni caso quest’anno i contagi registrati sono raddoppiati rispetto agli anni scorsi, otto rispetto a 3-5 casi registrati ogni 100mila abitanti. L’aumento dei casi di meningite da meningococco di tipo B rispetto agli anni precedenti “è stato registrato“, ha spiegato Paolo Castiglia, epidemiologo dell’Università di Sassari “ma questo non deve creare allarme o preoccupazione, perche’ sono microorganismi di ceppo diverso” rispetto alle stagioni precedenti.
Il picco da dicembre 2017 (primo caso registrato) ai primi mesi del 2018 è dovuto all’influenza e ad un inverno particolarmente freddo, condizioni che agevolano l’infezione simultanea di virus e batteri di diverso ceppo, circostanze che aprono la strada ad infezioni da meningococco, considerato anche l’abbassamento delle difese immunitarie soggettive. Castiglia ha ribadito il concetto espresso dall’Assessore in merito al rischio elevato nei locali affollati, soprattutto fra i giovani. Ma c’è anche l’alto rischio fra i nuovi nati e i bambini tra i 4 e i sei anni e nell’ampia fascia di giovani fra i 15 e i 25 anni.
