SpaceX, fallito il tentativo di recuperare la carenatura di Falcon 9: il cono ricade in acqua

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SpaceX ha lanciato con successo il 5° gruppo di 10 satelliti Iridium di ultima generazione utilizzati per le telecomunicazioni. Ma quello che ha attirato di più l’attenzione del pubblico sul lancio di ieri dalla Vandenberg Air Force Base, in California, è stato il tentativo di recuperare una metà della carenatura del carico utile, ossia la carenatura a forma di bulbo che ha protetto i satelliti durante il lancio.

Tutti e 10 i satelliti sono stati disposti nell’orbita terrestre bassa, ma sul fronte del recupero il tentativo non è andato a buon fine, soprattutto a causa della complessità di paracadutare in maniera sicura un oggetto così grande e veloce. Un paio di ore dopo il lancio, Elon Musk ha twittato che Mr. Steven era lontana 5 minuti dal punto in cui la carenatura è caduta. Mr. Steven è la nave dotata di un’enorme rete che avrebbe dovuto catturare la metà della carenatura.

SpaceX Mr. Steven carenaturaPer la maggior parte dei lanci realizzati finora, la carenatura è stata la parte “monouso” di un veicolo spaziale e, una volta che si divide in due per lasciare i satelliti nello spazio, è lasciata cadere nell’oceano. Glenn Lightsey, professore di ingegneria aerospaziale presso la Georgia Tech, ha spiegato: “Una volta che raggiunge l’acqua, l’elettronica e i componenti all’interno della carenatura sono abbastanza danneggiati. Molto probabilmente se arriva in acqua, non è utilizzabile”.

Il problema è che questa parte dei razzi è molto costosa: richiede circa 6 milioni di dollari. E secondo la CNN, Musk avrebbe dichiarato: “Se avessi 6 milioni di dollari in contanti su un bancale che vola per aria e andrà a finire nell’oceano, cercheresti di recuperarlo? Sì, lo faresti”. Anche se Elon Musk ci ha abituati a successi improbabili, questa volta Mr. Steven ha fallito. Ma l’esperimento non è finito, Musk ci proverà ancora.

Sono previsti test in elicottero per le prossime settimane per risolvere i problemi di recupero della carenatura. Come ha fatto notare Michael Hammersley, commentatore di SpaceX e ingegnere dei materiali, “l’obiettivo finale è il totale recupero e riutilizzo dell’intero veicolo” e quindi, i tentativi sperimentali di recupero della carenatura spingono SpaceX più vicina a questa ambizione.