Astronomia: stella gigante riporta in vita la compagna più piccola

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Un lampo di raggi X. Una fiammata improvvisa nel punto più affollato della via Lattea. E’ un attimo. Una gonfia gigante rossa sospinge una potente ventata verso la sua compagna di rotazione, una stella mortariportandola in vita. La scena si è svolta sotto lo sguardo di Integral, il telescopio spaziale dell’Agenzia Spaziale Europea, rendendolo testimone di un evento molto raro. La prima volta che Integral aveva osservato la fiammata, il 13 agosto 2017, proveniente da una fonte sconosciuta al centro della via Lattea, era stato durante un ordinario giro di controllo. Il telescopio – spiega Global Science – si era ripromesso di esplorare meglio le zone incriminate, nelle settimane successive, per individuare il colpevole del baluginìo. In seguito, le osservazioni avevano rilevato una stella di neutroni fortemente magnetizzata e con una rotazione lenta che aveva appena iniziato a nutrirsi cibandosi del materiale proveniente da una vicina stella gigante rossa.

Le stelle con la massa del Sole, e fino a otto volte più massicce, evolvono in giganti rosse alla fine della loro vita. Gli strati più superficiali si gonfiano e si espandono milioni di chilometri, mentre le parti polverose e gassose si volatilizzano e si propagano con ventate relativamente lente. Le stelle di neutroni si formano nelle esplosioni di supernova come il residuo collassato di una stella di grande massa. Non è infrequente trovare stelle appaiate, ma l’associazione tra una gigante rossa e una stella di neutroni è piuttosto rara, se ne conoscono non più di dieci, ed è nota come un sistema simbiotico binario a raggi X.

Integral ha colto un momento unico nella nascita di un raro sistema binario”, spiega Enrico Bozzo dell’Università di Genova, principale autore dello studio esplicativo della scoperta: “La gigante rossa ha rilasciato un vento sufficientemente lento e denso per nutrire la sua compagna, consentendo l’aumento, per la prima volta, dell’emissione di alta energia dal nucleo della stella morta”. Una peculiarità è data dal campo magnetico della stella di neutroni, che appare molto potente, il che lascia presupporre che si tratti di una stella giovane. Un’altra singolarità è data dal fatto che la stella di neutroni potrebbe essere stata, in origine, una nana bianca, successivamente sviluppatasi all’interno del sistema binario. “Continueremo a osservare l’evoluzione del sistema” afferma Erik Kuulkers, Project Scientist di Integral per ESA “poiché non abbiamo visto una situazione simile, con Integral, negli ultimi 15 anni”.