Ricerca: Ugo Foscolo non morì per la sua vita libertina ma per una rara malattia genetica

Ugo Foscolo (1778-1827) morì all’età di 49 anni a Londra, per una malattia al fegato, esito probabile di tubercolosi miliare, o almeno così si riteneva finora: un gruppo interdisciplinare e internazionale di ricercatori che ha formulato una nuova ipotesi, secondo cui lo scrittore e poeta delle “Ultime lettere di Jacopo Ortis” e dei “Sepolcri” avrebbe sofferto, invece, di una rara malattia genetica, una carenza di Alfa-1 antitripsina, ovvero di un enzima che protegge i tessuti da eventuali infiammazioni.

Lo studio dal titolo “Was Ugo Foscolo affected by alpha-1 antitrypsin deficiency?” è stato pubblicato, riferisce l’AdnKronos, dalla rivista scientifica internazionale “Medical Hypotheses” a firma dei ricercatori Antonio Perciaccante, Camilla Negri, Alessia Coralli (ospedale San Giovanni di Dio di Gorizia) Philippe Charlier (medico legale dell’Hôpital Universitaire Raymond Poincaré di Garches), Otto Appenzeller (New Mexico University), Raffaella Bianucci (Università di Torino).

Catalogando i sintomi da lui stesso raccontati e descritti nelle oltre tremila lettere che compongono il suo epistolare, il team di studiosi ha ipotizzato che Foscolo soffrisse di deficit di alfa-1 anti tripsina (Aat), una rara malattia genetica che si manifesta con enfisema polmonare e cirrosi epatica, e che avrebbe causato la sua morte prematura.

A partire dall’età di 26 anni Foscolo manifestò frequenti episodi di tosse e dispnea che progressivamente peggiorarono. Quattro gravi crisi respiratorie acute si verificarono nel 1812. Tra il settembre 1812 e l’aprile 1813 ebbe un “affanno come quello dell’asma“. Sviluppò una malattia epatica cronica nel 1826. Nell’agosto 1827 la debolezza, la dispepsia e la sonnolenza aumentarono ulteriormente e si manifestò l’idropisia; andò in coma il 7 settembre 1827 e morì all’età di 49 tre giorni dopo.