Vaccini, Burioni: giusto l’obbligo per i medici, cacciate chi è contro

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La regione Emilia-Romagna prende una decisione sacrosanta: in alcuni reparti ospedalieri (tra i quali neonatologia, oncologia, il centro trapianti, pediatria) potranno lavorare solo operatori sanitari immuni o vaccinati per morbillo, parotite, rosolia e varicella“: lo scrive in un post su Facebook Roberto Burioni, medico in prima linea nella battaglia pro-vaccini.

Devo ammettere che una simile legge mi mette profondo disagio come medico: pensare che un collega assista un neonato, un trapiantato o un immunodepresso senza pensare al rischio di trasmettergli il morbillo e ucciderlo è come immaginare un poliziotto che si mette alla guida della Volante completamente ubriaco. In altre parole, mi vergogno che una legge simile debba esserci, perché la ritengo umiliante per la mia categoria.

Ebbene, cosa fanno alcuni sindacati dei medici? Insorgono. Si oppongono. Sì al vaccino e no all’obbligo (proprio le stesse parole dei genitori antivaccinisti, “non siamo contro i vaccini, ma…”!). In altre parole il medico che assiste il vostro bambino nato prematuro, o un vostro caro che sta sottoponendosi a una pericolosa chemioterapia deve avere la libertà di contagiarlo con il morbillo, uccidendolo. Tutto questo, ripeto, dalla bocca di medici sindacalisti che rappresentano i medici.

Addirittura – prosegue Burioni – nella intervista nella foto il sindacalista dice che se un medico verrà allontanato dal reparto perché non immune, loro lo difenderanno!!! Non lo prendono a schiaffi perché ha messo in pericolo la salute dei suoi pazienti, ma lo difendono!!!

Siamo alla follia.

Per fortuna non sono iscritto a questi sindacati, altrimenti qui sotto vedreste la foto della mia tessera strappata. I medici sono persone serie e non possono accettare un simile abominio. Spero che i sindacalisti che hanno preso decisioni così infamanti per i loro iscritti e tanto pericolose per i loro pazienti vengano cacciati a furor di popolo, anzi a furor di medici.”