Eutanasia: caso Alfie Evans, iniziano le operazioni per staccare la spina

MeteoWeb

I giudici della Corte europea per i diritti dell’uomo hanno rifiutato di intervenire nel caso del piccolo Alfie Evans, 23 mesi, gravemente malato, vivo solo grazie a un respiratore.

La battaglia dei genitori per continuare a tenerlo in vita è quindi terminata: i medici dell’ospedale Alder Hey’s di Liverpool, dove è ricoverato il bimbo, erano stati autorizzati a staccare le macchine, una decisione contro la quale Tom Evans e Kate James, il papà e la mamma di Alfie, si erano appellati a diverse autorità giudiziarie senza successo. Dopo il no della Suprema Corte britannica, la coppia non si è arresa e si è rivolta alla Corte di Strasburgo, che però non ha accolto la richiesta di intervenire.

Iniziano quindi alle 14 ora italiana le operazioni per il distacco dei macchinari: l’orario è indicato nel ‘Piano per la sospensione del trattamento’, una sorta di documento di indicazioni trasmesso dall’Ospedale di Liverpool al padre del bimbo, che lo ha pubblicato su Facebook.

I medici dell’ospedale hanno spiegato che quanto accadrà è “nel migliore interesse del piccolo, che sarà assistito con tutti i comfort e la discrezione del caso“. Gli saranno inizialmente somministrati un ansiolitico e analgesico, poi sarà posizionato con cura sui grembi dei genitori, se lo desiderano, altrimenti rimarrà nel suo lettino.

Un centinaio di persone sono radunate davanti all’ospedale pediatrico Alder Hey di Liverpool dopo l’annuncio del padre dell’avvio delle procedure di distacco dei macchinari per l’assistenza vitale al bimbo. I manifestanti sostengono i genitori nella battaglia contro la decisione della magistratura di autorizzare i medici a staccare la spina.

I genitori contestano che il piccolo sia in fase terminale e postano immagini e video che mostrano barlumi di coscienza.

Alfie Evans stato colpito da una patologia neurologica considerata grave e che secondo i medici britannici ha danneggiato irrimediabilmente gran parte del suo cervello, ma è indicato in stato “semivegetivo”, non in coma, e non vi è una diagnosi esatta della malattia.