L’allergia al nichel è la forma più diffusa di allergia da contatto e di allergia ai metalli. Si tratta di un’ipersensibilità di tipo ritardato, una reazione allergica mediata dai linfociti T, uno specifico gruppo di globuli bianchi. L’origine dell’allergia va cercata in un episodio di sensibilizzazione asintomatico, in cui il nichel viene a contatto col sistema immunitario che, per errore, lo riconosce come minaccia, preparandosi a combatterlo nel caso di nuovi e successivi contatti. Pensiamo, ad esempio, alla foratura dei lobi per l’orecchio, ai piercing ecc. La sensibilizzazione può avvenire al primo contatto o a seguito di ripetute esposizioni al metallo. Una volta accaduto ciò, tutte le volte che il metallo verrà a contatto con la pelle dell’individuo, il sistema immunitario si attiverù per difendersi, con relativa comparsa dei sintomi allergici. I sintomi compaiono da 24 ore a 72 ore dolo il contatto, sotto forma di dermatite (eczema) nel punto di contatto, con puntini e vescicole, prurito anche severo, bruciore o dolore, gonfiore. Possono comparire: episodi di mal di testa assieme a capogiri, asma e rinite, generali deficienze nella qualità del respiro, ma anche sintomi gastrointestinali come gonfiore addominale, nausea, vomiyo, colite, diarrea o stipsi, insorgenza di afte e infiammazioni a carico di bocca e gengive.
La diagnosi si basa sull’anamnesi del paziente e sull’esecuzione del patch test, consistente nell’applicazione sul dorso del sogg etto di un apposito cerotto contenente nichel che viene tolto dopo 48-72 ore, al fine di confermare la sensibilità al metallo.La cura farmacologica, a seconda dei casi, prevede: creme cortisoniche, antistaminici, corticosteroidi, pomate a base di steroidi.La migliore arma resta la prevenzione, evitando il contatto con oggetti contenenti nichel (es. gioielli, bigioterria, bottoni metallici di jeans, borchie di cinture, scarpe ecc).


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