In uno studio condotto su adulti con artrite reumatoide, coloro che erano gravemente obesi subivano una progressione più rapida della disabilità rispetto ai pazienti in sovrappeso. Per esaminare gli effetti dell’obesità in pazienti con artrite reumatoide, il Dott. Joshua Baker (University of Pennsylvania) ha analizzato le informazioni di 23.323 pazienti colpiti da questa malattia.
Oltre al risultato legato all’obesità grave, lo studio ha svelato che anche i pazienti che perdevano peso tendevano verso una più rapida progressione della disabilità, soprattutto nelle persone che erano già magre. Baker ha commentato: “Crediamo che questo sia dovuto al fatto che quando le persone avanzano con l’età e contraggono delle malattie, tendono a perdere peso. Quindi, le perdite di peso importanti osservate in questo studio sono involontarie. Di conseguenza, il nostro studio suggerisce che i pazienti con artrite reumatoide e obesità beneficerebbero di una perdita di peso intenzionale ottenuta attraverso un’ampia strategia di gestione; tuttavia, quando vediamo che qualcuno sta perdendo peso senza provarci, è probabile che sia un cattivo segno prognostico, specialmente se è già magro”.
I risultati di questo studio sono particolarmente importanti se si considerano i tassi crescenti di obesità negli ultimi anni. Baker ha concluso: “Mentre pazienti e reumatologi si concentrano soprattutto sull’attività della malattia, dovremmo anche considerare questa condizione comune, che può contribuire ai problemi che di solito sono attribuiti all’artrite stessa. Inoltre, una perdita involontaria di peso dovrebbe avvisarci del fatto che il paziente potrebbe diventare più debole e a rischio di sviluppare una nuova disabilità”.
Con nuove terapie e approcci per la perdita di peso, questi risultati ne promuoveranno l’uso tra i pazienti con artrite, per prevenire la disabilità a lungo termine. I risultati potrebbero anche incoraggiare gli operatori sanitari a riconoscere la perdita di peso involontaria come un cattivo segno prognostico e a consigliare esercizi di rafforzamento, fisioterapia e altri interventi per prevenire la disabilità.


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