Astronomia: ecco perché la NASA invierà una sonda spaziale su un asteroide chiamato “Psyche”

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Una missione ambiziosa verso “un mondo fatto di metallo” aiuterà gli scienziati a comprendere meglio come si sono evoluti la Terra e altri pianeti rocciosi, secondo un nuovo video del Goddard Space Flight Center della NASA.

La missione Psyche partirà dalla Terra nel 2022. Secondo i piani, la sonda prenderà velocità con un sorvolo di Marte e arriverà all’asteroide Psyche all’inizio del 2026. Le osservazioni dalla Terra suggeriscono che l’asteroide, che un’ampiezza di 200 km, sia costituito al 95% da metallo, proprio come il nucleo di un pianeta roccioso.

Lindy Elkins-Tanton, ricercatrice e planetologa dell’Arizona State University (ASU), ha dichiarato: “Tutti i pianeti rocciosi che conosciamo hanno un nucleo metallico al loro centro e, soprattutto per la Terra, è la fonte del nostro campo magnetico. Non sappiamo molto del nostro nucleo. Quello che sappiamo, lo abbiamo appreso in maniera indiretta, poiché non possiamo andare lì”.

asteroide PsycheJim Bell, ricercatore e planetologo dell’ASU, coinvolto anche nelle missioni dei rover Curiosity e Opportunity su Marte, ha aggiunto: “È troppo caldo e la pressione troppo alta. I nostri strumenti si scioglierebbero. Non si può scavare un buco così in profondità nella Terra o su altri pianeti. Si è scoperto che possiamo studiare un nucleo planetario nello spazio perché c’è questo oggetto, chiamato Psyche”.

Psyche ha una storia unica. Gli scienziati credono che l’oggetto sia il nucleo di un planetesimo, un piccolo corpo che avrebbe potuto aggregarsi con altri mondi di questo tipo per formare un pianeta. Ma mentre si formava, Psyche potrebbe aver impattato su altri corpi che hanno strappato via il suo mantello roccioso. Tutto quello che rimane oggi è un piccolo nucleo metallico, affermano gli scienziati. Alcuni obiettivi scientifici della missione prevedono di capire se Psyche è un antico nucleo planetesimale, apprendendo l’età della sua superficie e la topografia.

Nel video, Bell afferma che le immagini saranno trasmesse al pubblico e agli scienziati allo stesso tempo, permettendo a tutti di condividere le scoperte di pari passo.