Attacchi di panico: ecco cosa c’è da sapere per chi ne soffre

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Gli attacchi di panico sono caratterizzati da un disagio psicofisico durante il quale si percepiscono improvvisamente ansia, paura e disagio, unitamente a diverse manifestazioni somatiche. I sintomi provati raggiungono il massimo dell’intensità entro 5-10 minuti dall’esordio per poi scemare in circa mezz’ora. Ancora oggi, gli attacchi di panico sono considerati un mistero sia per chi ne soffre che per chi li assiste, in Italia si stimano attualmente otto milioni di ansiosi, di cui tre milioni di persone con attacchi di panico e cinque milioni di depressi. Durante il ciclo di conferenze di medicina psicosomatica organizzate dalla Simp (Società italiana di psicosomatica), il dottor Renato De Rita, psicoterapeuta di Rovigo, ha esposto il problema degli attacchi di panico, le cause e i vari sintomi che li caratterizzano.

Gli attacchi di panico hanno effetti collaterali debilitanti per quanto riguarda alcune condizioni di salute mentale e fisica. Possono causare respirazione affannosa, sensazioni di ansia e di angoscia estreme, palpitazioni cardiache, svenimento e molti altri sintomi all’apparenza incontrollabili, spiega il professore. Chi sta vicino al soggetto che soffre di attacchi di panico, può aiutarlo a venirne fuori a patto che sappia in cosa consiste e cosa comporta. Purtroppo non basta incoraggiarlo o chiedere di stare calmo: un attacco di panico è spesso caratterizzato da un insieme di reazioni che il cervello fatica a controllare e a placare facilmente. Durante una crisi di panico ripetere al soggetto di rilassarsi è inutile, è proprio quello che sta cercando di fare, ma senza risultato. Semplicemente ascoltatelo, date retta ai suoi bisogni e lasciate che l’attacco passi da solo, a meno che non diventi fuori controllo. Durante gli attacchi di panico, una delle sensazioni più comuni è quella di avere l’impressione che la stanza crolli addosso. Questo di solito paralizza il respiro e le capacità di movimento. La soluzione è rivolgersi a uno specialista, che possa aiutare a mettere in atto delle strategie di coping, ovvero dei meccanismi psicologici adattativi utili a gestire, ridurre o tollerare lo stress e il conflitto. Il problema è che ogni attacco di panico è diverso dal precedente. Può accadere ovunque, in qualsiasi momento, in pubblico o da soli. Può durare pochi secondi, minuti, ma anche ore. Può venire una crisi di pianto oppure no. Insomma, sono difficili da prevedere e ancor più prevederne le reazioni. Per risolvere gli attacchi di panico frequenti, la cura farmacologica è quella dell’agorafobia, che si basa fondamentalmente su due classi di farmaci: benzodiazepine e antidepressivi, spesso impiegati in associazione. Nelle forme lievi la prescrizione di sole benzodiazepine può essere sufficiente come cura degli attacchi di panico temporanea, ma difficilmente risolutiva. E’ sempre opportuno comunque rivolgersi ad uno specialista in caso di tali disturbi.