Cambiamenti climatici: sette ministri europei chiedono maggiore ambizione all’UE

A pochi giorni dall’inizio della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, i ministri responsabili del clima di sette Stati membri dell’UE hanno richiesto lo sviluppo e l’attuazione in tutti i Paesi, in particolare in Europa, di una strategia ambiziosa a lungo termine in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Di fronte alle allarmanti analisi scientifiche sui cambiamenti climatici, è necessaria e urgente un’azione potenziata da parte di tutti i Paesi per il rispetto degli obiettivi a lungo termine dell’Accordo sul clima. Brune Poirson (Francia), Eva Svedling (Svezia), Eric Wiebes (Paesi Bassi), Kimmo Tiilikainen (Finlandia), José Mendes (Portogallo), André Weidenhaupt (Lussemburgo) and Karsten Sach (Germania) hanno richiesto che questa strategia prenda in considerazione maggiori livelli di ambizione da parte dell’UE e presenti percorsi verso il raggiungimento di zero emissioni di gas serra nel rispetto dell’Accordo di Parigi, comprese misure intermedie. I ministri sottolineano l’impegno dei loro Paesi nello sviluppo di questa strategia a livello nazionale in tutti i settori.

I ministri ribadiscono che questa transizione verso un’economia decarbonizzata dovrebbe contribuire anche a realizzare l’Agenda delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile del 2030, attraverso una transizione giusta e integrata per l’Europa e il resto del mondo.

cambiamenti climatici climate changeL’Unione Europea deve mantenere la sua leadership climatica e dimostrare le sue capacità di mobilitare tutti le parti dell’Accordo nella battaglia contro i cambiamenti climatici. Il 22 marzo, il Consiglio Europeo ha chiesto alla Commissione di preparare una strategia a lungo termine non oltre i primi quattro mesi del 2019. La Commissione Europea ha confermato il suo impegno a produrre tale strategia il prima possibile.

L’iniziativa dimostra che un numero crescente di Paesi dell’UE desidera aumentare l’ambizione e l’impegno a favore di una decarbonizzazione profonda a livello nazionale, in linea con l’accordo di Parigi. Si tratta di un segnale importante in vista della conferenza delle Nazioni Unite che si terrà a Bonn.

Purtroppo, l’Italia non è tra questi Paesi. “La presa di posizione dei sette Ministri”, ha dichiarato Sergio Andreis, Direttore di Kyoto Club, “è un grande segno di speranza: non passa settimana senza che il mondo scientifico non lanci nuovi allarmi rispetto agli effetti del riscaldamento globale e l’attuazione dell’Accordo di Parigi dovrebbe essere una delle priorità di ogni Paese. Anche perché sappiamo bene che decisioni attuate oggi produrranno i primi risultati solo dopo parecchi anni. L’Italia e l’economia italiana hanno tutto da guadagnare da una decisa maggiore ambizione negli obiettivi da raggiungere per affrontare adeguatamente la crisi climatica in atto: l’assenza dell’Italia fra i firmatari del comunicato congiunto è una nuova occasione persa. Sollecitiamo il Governo italiano in carica e quello che verrà ad aderirvi subito”.