Esalazioni Api, l’azienda: “Emergenza del tutto risolta”

E’ da considerarsi “del tutto risolta” l’emergenza delle esalazioni maleodoranti di benzene alla raffineria Api di Falconara, causate da una fuoriuscita di greggio sul tetto di un serbatoio. Lo dice l’azienda in una nota, in cui ricostruisce i vari passaggi della vicenda, sottolineando che gli enti preposti alla tutela ambientale e sanitaria “hanno monitorato strettamente la qualita’ dell’aria durante tutti la durata dell’episodio, confermando che non c’e’ stato rischio per la sicurezza, per l’ambiente e per la salute.

Nessun lavoratore e’ stato esposto a rischi rilevanti prima, durante o dopo la soluzione dell’episodio. Nessun limite di emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e’ stato superato – seguita l’Api -, i valori di benzene registrati dalle centraline Arpam sono sempre stati ampiamente al di sotto delle soglie previste dalla normativa e dai valori riconosciuti come potenzialmente pericolosi per la salute umana. Non sono mai stati toccati – ribadisce – livelli di concentrazione di inquinanti tali da pregiudicare la salute dei concittadini di Falconara”.

L’azienda ha “comunicato immediatamente l’accaduto alle Autorita’, aprendo il sito a ogni forma di ispezione. Con cadenza piu’ che giornaliera e’ stata fornita ogni informazione rilevante sugli avvenimenti in corso sia nei Tavoli Tecnici attivati da Protezione civile, Prefettura, Comune, Arpam e Asur sia attraverso comunicazioni ufficiali che la Raffineria ha fornito ai cittadini, quasi sempre tramite il sito del Comune di Falconara”.

Infine sono state usate “le migliori tecnologie disponibili per risolvere il problema”. Ora “gli enti preposti continueranno a monitorare la situazione in stretta collaborazione con il personale di Raffineria. La Raffineria dara’ puntuale informazione di ogni possibile evoluzione della vicenda”.

L’incidente – ricorda la nota dell’Api – e’ stato causato da un “trafilamento di petrolio dal tetto di un serbatoio. Questo evento, insieme alle condizioni meteo e alla direzione dei venti, ha causato, a partire da giovedi’ 12 aprile, numerosi eventi odorigeni nella citta’ di Falconara con disagi alla popolazione”.

La Raffineria “ha comunicato immediatamente l’accaduto alle autorita’, aprendo il sito a ogni forma di ispezione. Con cadenza piu’ che giornaliera e’ stata fornita ogni informazione rilevante sugli avvenimenti in corso sia nei tavoli tecnici attivati da Protezione civile, Prefettura, Comune, Arpam e Asur sia attraverso comunicazioni ufficiali che la Raffineria ha fornito ai cittadini, quasi sempre tramite il sito del Comune di Falconara”.

Inoltre l’Api e’ intervenuta “immediatamente con le migliori tecnologie disponibili per contenere le emissioni e rimuovere il petrolio dal tetto del serbatoio”. Sono state usate “speciali pompe a membrana antideflagranti per il recupero degli idrocarburi (anche misti ad acqua); monitoraggio in continuo della presenza di eventuali gas infiammabili e di sostanze tossiche tramite gas detectors portatili; precauzionalmente applicato schiumogeno antincendio biodegradabile e atossico. Infine si e’ proceduto alla pulizia definitiva del tetto tramite idrogetti ad alta pressione”.

Il petrolio “e’ stato definitivamente eliminato dal tetto del serbatoio martedi’ 17 aprile alle ore 20:50. Successivamente si e’ proceduto alla pulizia del tetto del serbatoio dai residui”. I valori di benzene registrati dalle centraline Arpa – insiste – “sono sempre stati ampiamente al di sotto delle soglie previste dalla normativa e dai valori riconosciuti come potenzialmente pericolosi per la salute umana. Infatti, anche prendendo a riferimento i piu’ stringenti valori applicati dalla americana ‘Agency for Toxic Substances and Disease Registry’ le concentrazioni medie giornaliere registrate sono nettamente inferiori al riferimento qualitativo di esposizione acuta: il livello minimo di rischio per la popolazione generale per effetti tossici acuti per via inalatoria e’ calcolato in 28,75 microgrammi per metro cubo nell’intervallo 1-14 giorni”.