Menopausa: la gravità dei sintomi potrebbe aiutare a prevedere il rischio di malattie cardiovascolari

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Le malattie cardiache rimangono la causa principale di morte tra le donne. Uno studio della North American Menopause Society (NAMS), condotto su 138 donne in menopausa, ha esaminato l’associazione tra umore, sintomi, qualità della vita e gli indicatori chiave dell’invecchiamento vascolare, un fattore di rischio importante per lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Non è un segreto che il passaggio alla menopausa sia contrassegnato da una serie di effetti avversi sulla salute, come vampate di calore, depressione, invecchiamento vascolare, generalmente osservato come irrigidimento delle arterie e disfunzione endoteliale. Poiché questi problemi si verificano tutti nello stesso periodo della vita di una donna, gli autori di questo nuovo studio hanno cercato di determinare se i sintomi della menopausa e la depressione sono correlati alle malattie cardiovascolari.

cuoreNello studio, durante le fasi della menopausa, l’irrigidimento delle arterie e la disfunzione vascolare sono stati associati a sintomi della menopausa più frequenti e gravi e una qualità della vita inferiore. Non è stata scoperta, invece, nessuna associazione con i sintomi della depressione.

Precedenti studi avevano dimostrato un legame particolarmente forte tra vampate di calore e aumento del rischio cardiovascolare e della mortalità. In questo studio, la frequenza, ma non la gravità, delle vampate di calore è stata associata ad un maggior irrigidimento delle arterie e ad una riduzione della funzione endoteliale.

La Dott.ssa JoAnn Pinkerton, direttrice della NAMS, ha dichiarato: “Le donne in perimenopausa e in menopausa precoce sono più vulnerabili ad un maggior rischio di malattie cardiovascolari. Con l’oscillazione e poi il calo degli estrogeni durante il passaggio alla menopausa, è importante monitorare l’umore, la pressione sanguigna, i lipidi, la glicemia e la struttura corporea a causa del maggior rischio di grasso addominale. Si consigliano un’alimentazione salutare ed esercizio fisico, con colloqui individuali sui benefici e i rischi della terapia ormonale”.