Ecco perché il pollo crudo non dev’essere mai lavato sotto l’acqua corrente

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Le patologie legate all’assunzione di alimenti sono spesso causate da agenti eziologici di origine batterica. I prodotti alimentari possono infatti essere contaminati da batteri anche a causa di cattive abitudini casalinghe che possono rappresentare un pericolo per la salute dell’uomo. Il rischio biologico infatti comprende anche la contaminazione batterica che può derivare da materie prime contaminate o da contaminazioni crociate, una delle cause principali di intossicazione alimentare. Le piccole accortezze in cucina possono evitarci brutte sorprese, soprattutto quando si manipolano alimenti crudi come la carne, le verdure, le uova e i pesci. Tra le abitudini più pericolose che si è soliti fare in casa c’è quella di lavare il pollo crudo prima della cottura. Secondo la Food Standard Agency, infatti, tra le pratiche meno consigliate vi è il lavaggio del pollo crudo sotto l’acqua corrente, considerata una delle pratiche più dannose e pericolose per le tossinfezioni alimentari. Oltre alla totale inutilità di questa pratica, viene posta l’attenzione sulla pericolosità di sviluppo di eventuali patogeni presenti nelle carni crude di pollo, inoltre con il getto d’acqua non vengono eliminati o distrutti eventuali microrganismi. Gli alimenti di origine animale in particolare la carne di pollo cruda, ma anche altri prodotti come le uova, possono rappresentare un veicolo di trasmissione per alcuni patogeni. Lavare il pollo crudo o le uova sotto l’acqua corrente può dare luogo infatti a fenomeni di contaminazione crociata infettando l’area di lavaggio, comprese stoviglie, utensili, piano di lavoro ed alimenti che non verranno sottoposti a cottura. La cross contamination o contaminazione crociata, si verifica a causa di schizzi e spruzzi di acqua prodotti durante le fasi di lavaggio della carne. Inoltre, se il pollo che maneggiamo è contaminato, anche se non lo poniamo sotto l’acqua corrente, possiamo comunque dare luogo a fenomeni di contaminazione crociata se, una volta lavorato il pollo, non ci laviamo le mani. Toccando altri utensili o altri cibi con le mani sporche, infatti, potremmo contaminarli ugualmente. Tutto ciò che non subisce un processo di cottura risulta perciò pericoloso per il consumatore finale.

Tra i batteri più temuti vanno citati sicuramente Salmonella ed Escherichia coli, ma anche il meno conosciuto Campylobacter. Questo è un batterio gram-negativo, spirilliforme e microaerofilo, in grado cioè di proliferare anche in presenza di basse concentrazioni di ossigeno. Il Campylobacter rappresenta l’agente eziologico di una delle più comuni malattie di origine alimentare: la campylobacteriosi. Questa infezione alimentare si può contrarre mangiando cibi contaminati naturalmente da questo batterio (carne di pollo e suo derivati) che non sono sottoposti ad adeguati trattamenti di cottura, oppure da alimenti di origine diversa che vengono contaminati accidentalmente in cucina dagli operatori che non seguono le procedure corrette. Le conseguenze della campylobacteriosi sono a carico dell’apparato gastrointestinale, generando problemi come diarrea, vomito, crampi addominali e febbre, ma in alcuni casi può portare a conseguenze ben più gravi come la sindrome del colon irritabile e la sindrome di Guillain-Barrè, patologia a carico del sistema nervoso periferico. Quindi conoscere i pericoli e le corrette procedure da seguire per evitarli, è fondamentale per non incorrere a questi disturbi.