Raffreddore da fieno: ecco come riconoscerlo, curarlo e prevenirne l’insorgenza

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Il raffreddore da fieno è una reazione allergica delle mucose delle alte vie respiratorie e degli occhi, causata da una sensibilità anomala ai pollini,  alle muffe o a entrambi. Tra i pollini incriminati: quelli di Composite, alberi come betulla, olivo, cipresso e quercia. I sintomi con cui si manifesta il raffreddore da fieno: occhi lacrimanti  e arrossati, naso chiuso e gocciolante, senso di bruciore e prurito al naso, agli occhi, al palato e alla gola, starnuti che colgono il soggetto all’improvviso e possono protrarsi da alcuni minuti sino ad un paio d’ore, sino ad infezioni paranasali e all’asma bronchiale. Per la diagnosi, oltre ad un’accurata anamnesi, occorrono l’effettuazione di test cutanei (prick test) ed esami del sangue di facile, veloce e sicura esecuzione, ben tollerati anche dai bambini.La cura, a seconda dei casi, prevede la somministrazione di antistaminici, corticosteroidei, decongestionanti, inibitori di leucotrieni, immunoterapia.

Efficace anche l’omeopatia. Tra i rimedi: Aconitum napellus, Allium cepa, Sambucus nigra, Kalium bichromicum.L’arma migliore resta comunque la prevenzione, evitando il più possibile il contatto con l’allergene. E’ consigliabile non frequentare prati e parchi, specie se l’erba è appena tagliata; indossare occhiali da sole, tenere i finestrini dell’auto chiusi, installando filtri di aerazione anti-polv ere, lavare quotidianamente i capelli, prestare particolare attenzione all’igiene di tende, tappeti e cuscini.