Riso nero: ecco le sue sorprendenti virtù benefiche

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Spesso sentiamo parlare di riso nero, una varietà ibrida di riso integrale, ottenuta secoli fa in Cina, tramite rincroci di altri tipici di riso. Dal color dell’ebano, brunastro una vo lta bollito, col chicco più lung o rispetto al riso comune, il riso nero non contiene glutine per cui può essere tranquillamente consumato dai celiaci, ha un basso indice glicemico, combatte infiammazioni e colesterolo; è ricco di fibre che con trastano la stitichezza, favoriscono la motilità intestinale e ne mantengono inalterata la flora; ha un buon contenuto di vitamine idrosolubili (B1, B2,PP) e minerali, in particolare ferro, selenio, manganese, fosforo e potassio. Il riso nero mantiene sotto controllo il peso corporeo, previene infarto e ictus; depura il fegato, migliora le funzioni di apprendimento emenoria, protegge l’organismo dai danni dei radicali liberi, è antitumorale.Ma non è tutto. Esso contrasta la ritenzione idrica, riattiva il microcircolo e, grazie al silicio organico, è essenziale nella formazione e riparazione del tessuto osseo danneggiato.

Considerato una rarità, difficile da coltivare in Cina, tanto che, sino agli inizi del XIX secolo, rimase un alimento proibito al popolino, riservato solo all’imperatore e alla sua corte, è ottimo abbinato alle verdure, ai crostacei, al pesce, nelle insalate, nelle minestre  e per la preparazione di deliziosi risotti. Nel 97 in Italia, dall’incrocio tra una varietà asiatica ed una italiana, apparve il riso Venere, così chiamato in onore della dea dell’amore, della bellezza e della fertilità… analogia non certo casuale dato che a questo riso vengono attribuite anche proprietà afrodisiache.