Sanità, Ricciardi (ISS): a Napoli si vive 7 anni in meno che a Stoccolma, serve un Piano Marshall per il Sud

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Nell’area metropolitana di Napoli non solo si vive 4 anni in meno rispetto al Nord, ma quasi 7 anni in meno rispetto all’area più avanzata d’Europa, la Svezia. E’ come vivere in due emisferi differenti. E si pensi che se una donna, al Sud, vive in media 84 anni, gli ultimi 16 anni li trascorre in sofferenza, mentre in Svezia questo numero è solo di 5 anni. Quindi è vero, gli svedesi vivono in media un anno in meno rispetto agli italiani, ma in condizioni migliori“: lo ha dichiarato Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità e direttore dell’Osservatorio nazionale sulla Salute nelle regioni italiane, che oggi a Roma ha presentato il nuovo Rapporto Osservasalute all’università Cattolica. “Quello fra Nord e Sud Italia non è ormai un disavanzo economico perché tutte le Regioni hanno raggiunto il pareggio di bilancio. Si tratta di una differenza organizzativa e di Salute che ormai si sta facendo del tutto incostituzionale e sulla quale occorre intervenire con una nuova alleanza fra Stato e Regioni“.

L’appello che vorrei lanciare al Parlamento e al futuro Governo è di passare dalle parole ai fatti: mi pare che tutte le forze politiche abbiano detto in campagna elettorale che il Sistema sanitario nazionale va difeso. E’ ora di agire contro le disuguaglianze e aiutare il Sud a uscire dal ritardo che si registra rispetto al Nord. Da solo non ce la può fare, ci vorrebbe una sorta di Piano Marshall, da stilare con il coordinamento di Governo, Parlamento e Regioni“. “Laddove ci si è organizzati per fare prevenzione a 360 gradi, da quella oncologica alle vaccinazioni, si vive bene e a lungo. Altrove si perdono vite e vi vive male. In questo contesto il Sud si allontana sempre di più dal Nord: è quasi come se fosse un altro Paese, più simile alla Serbia, alla Bulgaria, alla Romania. In alcune aree dell’Africa del Nord, come la Tunisia, alcuni indicatori di Salute sono migliori che al meridione“. “Ma questo non significa  che i medici e gli operatori sanitari siano meno bravi al Sud che al Nord, anzi spesso è il contrario perché lavorano in condizioni molto più sfavorevoli. Ma vanno aiutati a livello organizzativo. Ci vuole una nuova alleanza Stato-Regioni e in questo senso a mio parere una riforma costituzionale sarebbe necessaria. Non perché il governo centrale interferisca nel lavoro delle Regioni più avanzate, ma affinché possa aiutare veramente quelle più disagiate, non dovendosi limitare a inviare gli ispettori quando accade qualche caso di malasanità“.