Una “tempesta di neve” sulla cometa di Rosetta?

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Ecco uno sguardo da vicino alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, il corpo celeste studiato per oltre due anni da Rosetta, la missione ESA che ci ha portati a toccare il suolo di una cometa, per la prima volta: a corredo del’articolo una clip video realizzata grazie alle immagini catturate da Philae, il lander che è atterrato sulla cometa per studiarne il nucleo.

La gif, realizzata dall’utente twitter landru79, riassume in pochi secondi un filmato che teoricamente dovrebbe durare 25 minuti: anche se sembra di osservare una sorta di tempesta di neve sulla cometa, in realtà è frutto di un mix di cause. Si può infatti distinguere pulviscolo, retroilluminato dal Sole, che riproduce l’effetto bufera di neve; i raggi cosmici, particelle e nuclei di atomi carichi di energia, che si muovono quasi alla velocità della luce; un insieme di puntini, raggruppati e apparentemente rapido in movimento, che sono le stelle.

Di conseguenza, l’effetto “tempesta di neve” non è che l’insieme di fenomeni celesti, coadiuvato dalla velocità delle particelle e dall’accelerazione della gif.

Queste immagini utilizzate per l’elaborazione sono dell’Agenzia Spaziale Europea: sono state ottenute dal lander Philae, trasportato dalla sonda Rosetta, che dopo l’atterraggio nel 2014, per oltre due anni ha studiato il suolo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.