Nella nuova cittadella delle attività produttive inaugurata a Pescara del Tronto si respira un’atmosfera di amarezza e speranza. Molte le storie, come quella di Antonio Filotei che gestiva una macelleria a Pescara del Tronto, distrutta terremoto e adesso è determinato a ripartire. “Siamo stati 18 mesi senza lavorare, è inutile che vi spieghi cosa significa, lo potete facilmente immaginare.”
La Cittadella “è un motivo di speranza per noi e per tutto il territorio” dice Filotei, ma la sua risposta lascia spazio anche ad una nota polemica, comune in questi giorni a molti dei terremotati dei Sibillini. “Vogliamo ripartire, anche a dispetto di quello che stanno facendo. Perché dobbiamo dire chiaramente che non stanno facendo niente. Tante chiacchiere, ma in pentola c’è poca roba a bollire. Non mi riferisco solo alla mancanza di infrastrutture, alla ricostruzione che non c’è, ma un po’ a tutto”.
“E’ vero, rispetto a quello che è successo non possiamo pretendere tutto e subito, bisogna rimboccarsi le maniche e ripartire e noi lo stiamo facendo“. Il futuro per Filotei è qui. “Io e la mia famiglia veniamo qui da Ascoli perché crediamo in questa zona e tanto. Ho due figli, una di 23 e uno di 21 anni, stiamo in quattro dentro una casetta di 60 metri, con difficoltà.. Ma – conclude Filotei – ci va bene così perché questa zona ci piace e qui vediamo il nostro futuro”.
