Vertigini cervicali: ecco a cosa sono dovute e come contrastarle

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Le vertigini cervicali sono un fastidioso disturbo legato a diversi fattori: traumi diretti o indiretti  del collo o della testa (es. colpi di frusta); sovraccarichi da posture quotidiane o  lavorative stereotipate e svantaggiose, gestualità lavorative ripetute, sensazione aspecifica di orientamento alterato, dunque disorientamento; instabilità posturale, sensazione vaga di disequilibrio da fermo. I soggetti colpiti lamentano  di sentirsi sbandare, barcollare, come se fossero ubriachi. Tra  i sintomi: visione offuscata, nausea, vomito, dolori al collo, difficoltà di concentrazione e lettura, alterazioni visive (il contorno dgli oggetti appare sfocato), difficoltà a camminare al buio o sulle scale, mal di testa. La diagnosi è per esclusione e richiede un percorso multidisciplinare (otorinolaringoiatra, neurologo, cardiologo, ortopedico). Si arriva ad essa  dopo un’accurata anamnesi, esami di funzionalità vestibolare, valutazioni radiologiche, esame oculomotore, valutazioni di postura, mobilità attiva e passiva, instabilità, compressione e distrazione della colonna cervicale.

La cura, a seconda dei casi, si basa sulla somministrazione di antinfiammatori non steroidei, miorilassanti, corticosteroidi nelle zone maggiormente dolorose, esercizi di riabilitazione vestibolare, manipolazioni e mobilizzazioni, trazione manuale,  massoterapia, rieducazione posturale globale, metodo Mckenzie, sedute di chiropratica o osteopatia