“Inquinare, e non impedirlo, è veramente un pessimo affare. Ci rimettono l’ambiente e gli ecosistemi terrestri, fluviali e marini, la salute umana e ora anche le nostre tasche”. Lo afferma il Wwf commentando la maximulta comminata all’Italia dalla Corte di Giustizia europea per mancata depurazione delle acque reflue.
“La multa non è certo una sorpresa, ma è il frutto di tanti anni di gravi inadempienze sulle normative europee. Non sono bastati oltre 18 anni di tempo per mettersi in regola”, dichiara il Wwf, che ricorda la precedente condanna del 2012.
“L’Italia ha ridotto le situazioni fuori norma, ma ha comunque continuato ad avere oltre 70 aree o centri urbani sprovvisti di reti fognarie o di sistemi di trattamento delle acque di scarico. Sono ben 18 le regioni fuori regola”.
L’associazione esprime preoccupazione per “le altre procedure che incombono sull’Italia in materia di acque, riguardanti la inadeguata applicazione della Direttiva Quadro Acque, una concernente le derivazioni a scopo idroelettrico e una per la generale mancata attuazione della direttiva”.
