E’ boom di test genetici “fai da te“: è un mercato in continua espansione, quello che consente di ricostruire il passato attraverso il proprio Dna.
“I test genetici vanno eseguiti solo se davvero utili e con la consulenza di un genetista. Il Dna è una merce preziosa, che suscita grande interesse: attenzione a chi si affidano le proprie informazioni genetiche“, spiega all’Adnkronos Salute il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell’università di Tor Vergata e componente del Comitato nazionale per la biosicurezza (Cnbbsv) della presidenza del Consiglio. “Ormai i test genetici sono tutti non invasivi: che ci sia una provetta o un piccolo tampone, prelevare il Dna è piuttosto semplice. Ma non è questo il punto da prendere in considerazione quanto il fatto che un test genetico deve essere scientificamente validato, cioè avere una base scientifica e fornire informazioni reali, e deve anche essere utile“. “La stragrande maggioranza dei test attualmente offerti al consumatore, è scientificamente valida, ma è inutile“. “I test genetici servono se effettuati per diagnosticare una malattia, trovare una predisposizione genetica, valutare l’efficacia di un farmaco come quelli anti-cancro che colpiscono particolari mutazioni, individuare portatori sani di una patologia genetica“
“Attraverso la genetica, studiando il Dna si può risalire agli antenati, ma a fini pratici questo ha un valore del tutto probabilistico. Se nel mio Dna si trovano marcatori frequenti nell’Est Europa o in Africa, non significa che quella sia la mia origine. Può esserci stata una mescolanza frutto di incontri casuali“. “Che senso ha scoprire di avere una percentuale genetica canadese, una africana? Tutta la storia del Dna è così, siamo frutto dell’evoluzione di questa molecola straordinaria“.
“Bisogna capire che l’informazione genetica è strettamente personale, e non c’è alcuna garanzia sull’uso di quell’informazione, seppure anonimizzata. E’ fondamentale che chi si sottopone a un test genetico, effettui una consulenza, pre e post-test, con un genetista, perché le informazioni genetiche bisogna saperle leggere, interpretare e gestire. E’ questo che bisogna far capire all’opinione pubblica con un lavoro culturale perché questo mercato corre, anche grazie alla rivoluzione dei prezzi, sempre più bassi, ed è impossibile e inutile mettere paletti“.


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