Boom di partecipazioni alle Giornate Nazionali delle Guide Aigae: “Ancora tanti altri eventi in tutta Italia”

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Boom di partecipazioni alle Giornate Nazionali delle Guide Aigae. Ancora tanti altri eventi belli in tutta Italia. Domenica 27 Maggio ci sarà addirittura l’Appia DAY ad Itri. In Piemonte la più bella colonia di Peonie selvatiche. In Sardegna il bellissimo borgo di Laconi. In Abruzzo il paesaggio del piccolo Tibet. In Friuli – Venezia – Giulia, escursione notturna sulla foce dell’Isonzo. In Campania la vetta più alta della Penisola Sorrentina ed ancora in Sicilia a Panarea, Lipari, Filicudi, in Calabria sul Pollino. E tante storie importanti: Balme il paesino che vive di acqua. Tutte le escursioni, le visite saranno completamente gratuite. Fino al 3 Giugno (il programma è su www.aigae.org) le nostre Guide saranno in campo per promuovere l’Italia attraverso eventi aperti al pubblico ed alla stampa, completamente gratis”. Lo ha annunciato Filippo Camerlenghi, Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE.

In Piemonte c’è la più Bella Colonia di Peonie. Domenica 27 Maggio, vedremo le “carbonere” usate anticamente per trasformare la legna in carboni. Lungo il cammino la grande opportunità di osservare e filmare i forni in cui si cuocevano le rocce calcaree per ricavarne la calce.
“A 500 anni dall’ultima scultura sull’alpe Massucco, l’artista Romano Passera lavorerà alla realizzazione di un’altra opera scultorea che sarà realizzata con antico marmo bianco del Massucco. L’artista sarà con noi. Infatti Domenica 27 Maggio, in Piemonte partiremo per un’escursione davvero unica. In un posto magico – ha affermato Gaetano Valle, coordinatore delle Guide AIGAE del Piemonte – alla confluenza dei torrenti Gronda e Sorba si ergono con grazia, tipiche case Valsesiane a formare uno dei più belli villaggi della Valsesia: Rassa.
Volgendo lo sguardo a levante, gli occhi si riempiono della figura arcigna di Fra Dolcino, scolpita dalle ere glaciali sulle rocce dell’imponente parete Calva sulla cui sommità, il Pian dei Gazzari, si rifugio l’eretico nel 1300. A ponete si estende la lunga Valle dei Tremendi via di fuga per gli eretici verso il biellese e in tempi meno remoti, nascondiglio del brigante Bangher.
Percorrendo la valle lungo il dolce sentiero che si snoda, prima attraverso boschi di faggio, abeti e radure su cui si adagiano fiabeschi casolari, si è accompagnati dal suono dello spumeggiante torrente e si respira l’aria sottile che odora di pace. I colori delle felci tra cui la rara Cryptogramma crispa, dei rododendri, dell’orchidea selvatica e della rosa glauca, allietano lo spirito.
E poi ancora le “carbonere” in cui la legna veniva trasformata in carbone e i forni in cui si cuocevano le rocce calcaree per ricavarne la calce.
Infine, fuori dal tempo si giunge nella magnifica colonia delle peonie selvatiche (Paeonia officinalis L.) l’unica in Valsesia e senza eguali tra le rarissime in Piemonte e Val d’Aosta, dove ci si potrà intrattenere altresì con l’artista Ireneo Romano Passera al lavoro nella realizzazione di un’opera, dopo 500 anni dall’ultima scultura dell’antico marmo bianco dell’alpe Massucco”.

Domani escursione botanica serale. Incantati dalla Natura del Vulture cammineremo, in Basilicata, tra alcuni dei suoi habitat più interessanti per scoprire la bellezza e l’importanza della biodiversità. Il fine è quello di favorire la divulgazione e la valorizzazione dei valori botanico-naturalistici. Domenica ci troveremo tra Cielo e Terra. A Melfi partiremo dalla Porta Venosina e costeggeremo la Melfia, una piccola fiumara da cui Melfi prende il suo nome – ha affermato Maria Antonietta Tudisco, Guida AIGAE – e vedremo alcuni antichi mulini o i loro ruderi. Attraverseremo per un tratto le più antiche mura della città che dalla porta Calcinaia salgono su passando vicino al “Palazzo della Dogana” e alla “Cavallerizza”. Di lì saliremo al Castello dove Federico II ha promulgato le “Costituzioni melfitane o Augustales” ed il trattato di falconerai “De arte venandi cum avibus”. Quest’anno la città festeggia i 1000 anni delle sue mura più antiche e di origine bizantina: 5 km circondano ed avvolgono il centro storico. Sono mura di pietra lavica molto importanti: la hauyna è il minerale scelto da Federico II per costruire il Castello di Melfi su una collina anch’essa di hauyna”.

Saremo nell’entroterra meridionale del Lago di Garda, su una delle alture -il Monte Moscal- più panoramiche sulla parte “più ampia” del Lago di Garda. Un’escursione a piedi nei più bei punti panoramici che si affacciano sul Garda meridionale. Zone plasmate millenni or sono dai ghiacciai, oggi modellate dall’uomo che ne ha fatto espressione ordinata di un’agricoltura moderna che regala prodotti da gustare e…da vivere! Ville di campagna, un eremo in lontananza – ha dichiarato Alessandro Tenca, Guida AIGAE del Veneto – un romitorio circondato da olivi e vigneti; nel corso dell’escursione, conosceremo meglio i luoghi teatro della nostra passeggiata che ci porterà alla scoperta del magnifico centro storico di Affi medioevale, per poi salire lungo le pendici del Monte Moscal, con fantastici panorami su Affi e sul Lago di Garda.
Oltre a conoscere le caratteristiche naturalistiche e geomorfologihe dell’area in cui ci muoveremo, il fascino dell’uscita sarà incrementato dal fatto di esplorare quelli che prima sono stati i punti di osservazione dell’esercito francese durante la famosa battaglia di Rivoli nel 1797 (Napoleone batte l’Austria e dà inizio alla sua carriera di conquistatore)”.

Cammineremo sulla piana di Illegio, centro abitato di origine romana (Elecium) e comprenderemo genesi, evoluzione ed estinzione di un paleolago originatosi (circa 17.000 anni fa) a causa dello sbarramento glaciale del ghiacciaio del But e la successiva evoluzione morfologica dell’area. Attraverseremo il nucleo storico percorrendo la Via dei Mulini – ha dichiarato Luca Bincoletto, Guida AIGAE del Friuli Venezia Giulia – testimone di un sistema produttivo scomparso e caratterizzato da 6 mulini ad acqua posti in serie e costruiti tra il ‘600 ed il ‘700 ed alimentati dalla sorgente perenne del Touf.
Continueremo, su facile sentiero storico, fino alla Pieve di San Floriano (IX-X secolo d.C.), posta sull’omonimo colle e facente parte del Cammino delle Pievi che collega le antiche pievi carniche ed è costituito da 20 tappe.
La Pieve di San Floriano, costituisce un belvedere geologico eccezionale lungo la Valle del T. But, e condizioni meteo permettendo, la nostra vista, potrà spaziaredalla scogliera carbonatica devoniana (400 milioni di anni fa) del gruppo del Monte Coglians verso nord, alla valle dell’alto corso del re dei fiumi alpini, il Fiume Tagliamento, verso sud.
Vedremo da vicino geositi importanti come Piega del Monte Amarianae Conoide di deiezione di Rivoli Bianchi con la finalità di comprensione delle interrelazioni esistenti tra essi ed i meccanismi geologici e geomorfologici della loro genesi ed evoluzione. Avremo modo di osservare la struttura a piega del Monte Amariana,prodotta dalle compressioni associate all’orogenesi alpina (Miocene – 10-15 milioni di anni fa) ed agentisu rocce sedimentarie carbonatiche di origine lagunare (Triassico sup. – 210 milioni di anni fa). Camminando sul Conoide di Rivoli Bianchi, comprenderemo la sua genesi ed evoluzione e gli interventi di sistemazione idraulico-forestale, realizzati dall’uomo a partire dagli anni 20’ del secolo scorso, ed atti alla protezione di strutture antropiche poste a valle. Inoltre, con pazienza e fortuna, entro le ghiaie e i blocchi rocciosi costituenti il conoide e derivanti dalla disgregazione del Monte Amariana, potremo rinvenire le tracce fossili triassiche di tappeti algali, gasteropodi e bivalvi”.

A Montegridolfo, in provincia di Rimini, Domenica 27 Maggio, andremo alla scoperta dei rifugi utilizzati nella Seconda Guerra Mondiale – ha dichiarato Alessia Ghirardi, Guida AIGAE – durante lo sfondamento della linea gotica. Alla stampa mostreremo il luogo in cui sono state costruite le gallerie e spiegheremo anche il perché siano state costruite in questa zona e non in altre (essendo roccia tufacea, è molto facile da scavare e lavorare in quanto si tratta di arenaria sedimentaria). Poi oltre ai rifugi faremo vedere anche i vari cimiteri che si posso trovare sparsi nei dintorni, come testimonianza delle guerre atroci avvenute. Infine mostreremo alla stampa e alla gente una raccolta di oggetti, scritti, quotidiani, pubblicazioni, molto interessante e completa, che deriva dalle donazioni delle persone che queste terribili situazioni le hanno purtroppo vissute. L’obiettivo è quello di contribuire al mantenimento della memoria storica attraverso la narrazione del territorio”.

Domani, Sabato 26 Maggio, in Abruzzo, c’è l’eremo/grotta dove oggi sono ancora visibili alcune vasche di raccolta dell’acqua utilizzate nel passato. Infatti sarebbe il “tempio” dedicato anticamente alla “Dea Bona”, dea della fertilità. Oggi è un eremo nella grotta, dedicato a San Michele Arcangelo. Sabato, 26 Maggio, la stampa e la gente, gli escursionisti – ha affermato Emanuele Di Marco, Guida Ambientale Escursionistica AIGAE dell’Abruzzo – potranno vedere tutto da vicino. Non si hanno notizie certe sulla data di costruzione dell’eremo, che risalirebbe all’XI secolo e che secondo la tradizione fu costruito sui resti di un santuario dedicato a Bona, dea della fertilità. La prima fonte storica sulla chiesa risale al 1221 con una bolla di papa Onorio III che confermava all’abbazia di San Martino in Valle le chiese di Sant’Angelo, a cui l’eremo fu poi dedicato, e di San Flaviano “in castro Palumbani”, l’attuale Palombaro in provincia di Chieti.
La grotta è costituita da un riparo rettangolare sotto la roccia, con un’ampiezza di circa 35 metri. Sulla sinistra si trova uno strato di roccia obliquo, sul quale si poggiano una costruzione costituita da due muri raccordati da un’abside semicircolare, che rappresentano i resti della chiesa medioevale. La parte interna della grotta è composta da gradini irregolari con resti di numerose cisterne per la raccolta di acqua piovana.
Le mura e l’abside sono ornati da una fila di archetti pensili. L’abside è decorata da una cornice con cordonature a tortiglioni che si ritrova anche nella finestra a strombo dell’abside stessa, presumibilmente realizzata dalle stesse maestranze che hanno lavorato all’abbazia di San Liberatore a Majella. La stampa, gli escursionisti, i turisti, le famiglie, potranno vedere anche un panorama sulle valli del torrente Avello e del fiume Aventino, con il lago Sant’Angelo di Casoli e il mar Adriatico sullo sfondo, oltre ad attraversare un bosco misto fatto di querce, carpini, ornielli e aceri”.

Domenica 27 Maggio, in Emilia-Romagna – ha affermato Sebastiano Bisson, Guida AIGAE dell’Emilia-Romagna – andremo sulle tracce dei frutti perduti. A due passi dalla città, scopriremo un mosaico di ambienti che rappresentano, come un piccolo museo all’aperto, i principali caratteri della pedecollina bolognese e un prezioso serbatoio di biodiversità, in particolare per quanto riguarda gli alberi da frutto, con varietà rare e antiche. Il percorso ad anello includerà la sosta all’eremo di Ronzano, interessante centro religioso fondato nel XII secolo, punto panoramico sia in direzione della città, sia verso i primi rilievi appenninici a sud”.

In Emilia-Romagna cammineremo tra castelli medioevali, boschi ombrosi, fauna selvatica. Partendo da Reggio-Emilia, saremo in uno dei comprensori più suggestivi della prima collina reggiana, sito di interesse comunitario, passeggeremo parlando della flora e della fauna di un territorio di particolare interesse e della storia di una donna straordinaria. Evadere dallo stress quotidiano è un’esigenza sempre più sentita. Non è necessario percorrere grandi distanze – ha dichiarato Mario Giorgio Cuzzocrea, Guida AIGAE dell’Emilia-Romagna – per dedicare a se stessi momenti di pausa. Poste a breve distanza dalla grande metropoli mitteleuropea, le colline reggiane ci possono regalare paesaggi incantevoli e luoghi di grande interesse storico e gastronomico, adatti a tutta la famiglia. Tra castelli medioevali, boschi ombrosi, fauna selvatica e cibo prelibato scopriremo luoghi che sono in grado di rasserenare l’anima e rinvigorire il corpo. L’obiettivo è quello di promuovere nel territorio reggiano un turismo ambientale e sostenibile e soddisfare una domanda in continua crescita”.