Ecco Giove da un’altra prospettiva: una nuova immagine del pianeta e della grande macchia rossa

Questa nuova prospettiva di Giove da sud fa apparire la Grande Macchia Rossa come se si trovasse nel territorio settentrionale. Questa punto di vista di Giove di Juno dimostra quanto sia diversa la nostra opinione quando sperimentiamo la vera natura del nostro universo tridimensionale.

Juno – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – ha scattato le diverse immagini che compongono questa foto dagli intensi colori nella giornata del 1 aprile tra le 12:04 e le 15:36 ora italiana. Nel momento in cui sono state scattate le immagini, la sonda era ad una distanza dal pianeta tra i 17.329  ai 468.959 chilometri dalle cime delle nuvole del pianeta a una latitudine meridionale compresa tra 34,01 e 71,43 gradi.

I “cittadini scienziati” Gerald Eichstädt e Seán Doran (già autori di una speldida immagine della Grande Tempesta che abbiamo pubblicato qualche settimana or sono,  hanno creato questa immagine utilizzando i dati dall’imager JunoCam della sonda e mettendo insieme le diverse immagini scattate.

La missione Juno ha lo scopo di analizzare le caratteristiche di Giove come rappresentante dei Pianeti Giganti. Infatti, Giove può fornirci le conoscenze necessarie per la comprensione dell’origine del sistema solare e dei sistemi planetari che si vanno scoprendo intorno ad altre stelle.

La partecipazione italiana alla missione si basa sull’esperienza ormai consolidata nel campo degli spettrometri, camere ottiche e radio scienza, in particolare l’Italia ha fornito due strumenti: lo spettrometro ad immagine infrarosso JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper, PI Alberto Adriani INAF-IAPS, realizzato dalla Divisione Avionica di Leonardo-Finmeccanica) e lo strumento di radioscienza KaT (Ka-Band Translator, PI Luciano Iess dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma, realizzato da Thales Alenia Space-I) che rappresenta la porzione nella banda Ka dell’esperimento di gravità. Ambedue questi strumenti sfruttano importanti sinergie con gli analoghi strumenti in sviluppo per la missione BepiColombo, ottimizzando i costi ed incrementando il ruolo sia scientifico che tecnologico italiano.