Medicina: una tecnica mirata potrebbe regolare i batteri intestinali, prevenendo numerose malattie

Numerosi studi suggeriscono che i batteri nell’apparato digerente hanno una grande influenza sulla salute umana e potrebbero svolgere un ruolo nella comparsa di malattie in tutto il corpo. Ora, in un nuovo studio pubblicato su American Chemical Society, gli scienziati riportano di aver trovato un modo per usare composti chimici per colpire e inibire la crescita di batteri intestinali specifici associati a diverse malattie senza danneggiare altri organismi benefici.

L’apparato digerente è pieno di miliardi di batteri, funghi e altri microbi che aiutano a processare il cibo. Studi recenti suggeriscono che i cambiamenti nella flora intestinale (o microbioma) potrebbero svolgere un ruolo nella comparsa di numerose malattie e condizioni come obesità, diabete, tumori, allergie, asma, autismo e sclerosi multipla.

intestinoGli antibiotici possono aiutare a regolare il microbioma, ma la resistenza batterica è in aumento. Inoltre, gli antibiotici possono eliminare alcuni microrganismi che contribuiscono ad un microbioma sano e i batteri che li sostituiscono a volte sono fonte di problemi. I ricercatori, ora, hanno tentato di usare un composto chimico per colpire in maniera precisa e interrompere i processi metabolici dei membri del genere Bacteroides, un gruppo di batteri comuni nell’intestino che sembrano essere associati all’insorgenza del diabete di tipo 1 nelle persone geneticamente vulnerabili.

In studi di laboratorio, i ricercatori hanno scoperto che piccole concentrazioni di acarbosio, un farmaco usato per curare il diabete, riusciva a impedire ai membri del genere Bacteroides di metabolizzare una coppia di carboidrati complessi che non vengono digeriti dagli uomini quando raggiungono il colon, ma che sono vitali per la sopravvivenza dei batteri. Di conseguenza, i batteri non possono crescere.

I ricercatori hanno sottolineato che l’acarbosio era specifico, cioè ha avuto effetti simili sul genere dei Bacteroides, ma pochi o nessun effetto su altri tipi di batteri intestinali. Concludono che, con ulteriori studi, potrebbe essere possibile sviluppare farmaci che colpiscano i batteri intestinali con precisione per alterare in maniera permanente la composizione del microbioma e prevenire o curare altre malattie.