Sigarette: il rischio di cancro al polmone diminuisce notevolmente entro i primi 5 anni in cui si smette di fumare

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Aver smesso di fumare diversi anni fa non significa che si è fuori pericolo quando si tratta di cancro al polmone. Questa è una cattiva notizia, ma c’è anche un lato positivo: il rischio di cancro al polmone diminuisce notevolmente entro 5 anni dal momento in cui si smette di fumare.

Questi sono i primi risultati di una nuova analisi dei ricercatori del Vanderbilt University Medical Center. “Il fatto che il rischio di cancro al polmone diminuisca in maniera relativamente rapida dopo aver smesso di fumare dà una motivazione in più”, spiega Hilary Tindle, professoressa di medicina presso la Vanderbilt University e principale autrice dello studio.

tumore polmoniTindle e colleghi hanno esaminato i dati di 8.907 residenti di Framingham, Massachusetts, che sono stati seguiti per 25-34 anni nel Framingham Heart Study. Lo studio, oltre ad aver stabilito che pressione sanguigna alta e colesterolo alto sono fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, ha anche svelato le diagnosi di 284 casi di cancro al polmone. Di questi, quasi il 93% si era verificato tra fumatori incalliti, ossia coloro che avevano fumato almeno un pacchetto di sigarette al giorno per 21 anni o più.

5 anni dopo aver smesso di fumare, il rischio di cancro al polmone negli ex fumatori incalliti era calato del 39% rispetto ai fumatori attuali ed ha continuato a scendere con il passare del tempo. Anche 25 anni dopo aver smesso di fumare, il loro rischio di cancro al polmone rimaneva 3 volte più alto rispetto alle persone che non avevano mai fumato. Nello studio, 4 tumori su 10 nei fumatori incalliti si sono verificati oltre 15 anni dopo che avevano smesso di fumare.

Lo studio in questione è unico nel suo genere, poiché ha registrato le abitudini dei fumatori ogni 2-4 anni, tenendo conto di incrementi o riduzioni del fumo nel tempo. “Gli ex fumatori incalliti devono realizzare che il rischio di cancro al polmone rimane elevato per decenni dopo l’ultima sigaretta”, conclude Matthew Freiberg, professore di medicina e autore dello studio.