Trombosi: cos’è, come curarla e prevenirne l’insorgenza

Responsabile di ictus, infarto,embolie polmonari e flebite, la trombosi è la formazione di un coagulo di sangue in un’arteria o in una vena.   Tra i soggetti più a rischio: i pazienti ricoverati in ospedale, chi ha subito un intervento chirurhico, ha un tumore, è immobilizzato a lungo, porta il gesso, è in gravidanza o in fase post- parto, prende farmaci a base di ormoni, fa chemioterapia, ha una malattia infiammatoria acuta o cronica. Tra i sintomi assolutamente da non sottovalutare: tumefazione (gonfiore dell’arto), dolore intenso come un crampo muscolare, arrossamento della parte interessata, calore eccessivo sulla pelle nella parte colpita, respiro affannoso, capogiri, vertigini, svenimenti, aumento della frequenza cardiaca, ma anche stanchezza eccessiva, affaticamento, febbre, catarro con tracce di sangue. La diagnosi avviene mediante ecodoppler, TAC, risonanza magnetica, venografia, esami del sangue.

Svariati i trattamenti farmacologici a seconda della zona colpita e della gravità: eparina non frazionata per uso endovenoso, eparina a basso peso molecolare iniettata sottocute, anticoagulanti orali, agenti fibrinolitici, antiaggreganti piastrinici. Per prevenire una trombosi è necessario controllare il proprio peso corporeo sin da piccoli, evitando l’obesità, praticare un regolare esercizio fisico, non fumare, adottare un’alimentazione ricca di frutta e verdura, bevendo moltissima acqua.