Vulcano Kilauea: ecco perché la sua eruzione dovrebbe essere di interesse comune

Per la maggior parte delle persone, il vulcano Kilauea delle Hawaii è un’interessante curiosità. Il Kilauea, che sta eruttando grandi quantità di fumo, cenere e lava, esercita il suo fascino su tutti coloro che restano ammaliati dalla forza dirompente e devastante dei vulcani. Eppure, a distanza, potrebbe non apparire come una grande minaccia.

Per gli scienziati internazionali non è così ed è per questo che stanno osservando attentamente l’evolversi della vicenda alle Hawaii. Secondo il Servizio Geologico americano (USGS), “il Kilauea emette tra le 500 e le 10.000 tonnellate al giorno di un gas nocivo, il diossido di zolfo, durante i periodi di eruzione intensa. Le emissioni di diossido di zolfo possono provocare piogge acide e inquinamento atmosferico sottovento rispetto al vulcano. Presso il vulcano Kilauea, nelle Hawaii, alte concentrazioni di diossido di zolfo producono smog vulcanico (VOG) che causa problemi di salute persistenti alle popolazioni”.

Il diossido di zolfo è un gas che, se inalato, irrita polmoni e vie nasali e può essere letale per uomini ed animali in concentrazioni abbastanza elevate. Può provocare ustioni chimiche quando si mescola direttamente all’umidità sulle foglie delle piante. A livello del suolo, le sacche di diossido di zolfo possono formarsi o dissiparsi velocemente a seconda del vento e del tipo di suolo.

hawaii vulcano KilaueaMa i gas vulcanici non sono un problema solo delle Hawaii, dal momento che sono in grado di influenzare il clima su scala mondiale. Oltre a creare pioggia acida, questo gas può mescolarsi anche ad altri gas provocando caligine e, in casi estremi, raffreddamento climatico. Le mappe satellitari della NASA hanno rilevato pennacchi di diossido di zolfo a centinaia di chilometri dal vulcano Kilauea.

Nel 1991, per esempio, l’eruzione del monte Pinatubo nelle Filippine è stata una delle eruzioni vulcaniche più grandi del XX secolo e ha rilasciato una nube di 20 milioni di tonnellate di diossido di zolfo nella stratosfera. L’USGS spiega che “ha raffreddato la superficie della Terra per i 3 anni successivi all’eruzione di 17°C all’altezza dell’impatto”.

Poiché gli effetti di un vulcano possono essere così diffusi, gli scienziati di tutto il mondo stanno monitorando il Kilauea non solo per le popolazioni locali ma anche per le conseguenze sul resto del pianeta.