Aids, con il boom del farmaco ‘scudo’ cala l’uso del condom: studio in Australia

E’ stata accolta come un’arma in grado di incidere profondamente sull’andamento dei contagi da virus Hiv nei gruppi a più alto rischio. E in effetti la profilassi pre-esposizione (Prep), intervento farmacologico messo in campo preventivamente come ‘scudo’ contro una possibile infezione, si è dimostrata in grado di ridurre il rischio fino al 92% in queste comunità, se assunta correttamente.

Ma c’è un ‘effetto indesiderato’ su cui un team di scienziati accende i riflettori, ed emerge da uno studio condotto in Australia e pubblicato su ‘The Lancet Hiv’: parallelamente a una diffusione sempre più ampia della Prep, il lavoro segnala infatti un calo nell’uso del preservativo da parte di uomini omosessuali e bisessuali.

Gli autori della University of New South Wales hanno raccolto dai sondaggi periodici delle comunità gay di Melbourne e Sydney una serie di dati riguardanti quasi 17 mila uomini gay e bisessuali e hanno valutato i trend nell’uso dei condom, nei rapporti anali non protetti con partner occasionali, e l’utilizzo della Prep.

E’ emerso che il ricorso al farmaco scudo è aumentato di 22 punti percentuali in 4 anni, passando dal 2% del 2013 al 24% del 2017, 12 volte tanto. Mentre l’uso costante del preservativo è diminuito, nel senso che sono aumentati di 15 punti percentuali gli uomini che avevano rapporti non protetti. Una tendenza che ha interessato anche gli uomini che non erano sotto Prep, fra i quali pure è risultato in aumento il sesso occasionale senza preservativo. Gli scienziati precisano che in ogni caso la profilassi pre-esposizione sembra funzionare nel prevenire nuove infezioni. E infatti la ricerca mostra anche un crollo nelle diagnosi fra gli uomini gay e bisessuali.

“I nostri risultati – sostiene Martin Holt, autore dello studio le cui dichiarazioni sono riportate dal ‘Daily Mail’ online – suggeriscono che la rapida diffusione della Prep ha interrotto l’utilizzo del condom a livello di comunità. La ricerca ha riscontrato un notevole tasso di riduzione da quando la Prep è stata introdotta a Melbourne e Sydney tra il 2016 e il 2017”. Anche chi non la prende si sente più sicuro, e “potrebbe usare meno spesso il preservativo perché percepisce che il sesso non protetto è diventato meno rischioso dal momento che aumenta l’uso della Prep da parte di altri”.

Le conseguenze a lungo termine di questo cambiamento nel comportamento della comunità “non sono chiare – conclude Holt – Ma i nostri risultati potranno aiutare altre città e Paesi a implementare programmi di Prep che abbiano successo”.