Bimbi viaggiatori: dai ‘turisti per diletto’ a quelli che arrivano in Italia con le loro famiglie da altri Paesi (migranti o rifugiati), o ancora bambini e adolescenti che viaggiano da soli (adottati internazionalmente o in fuga dai loro Paesi di origine), oppure piccoli nati in Italia che vanno in vacanza nei loro Paesi di origine, i cosiddetti Vfr (visiting friends and relatives). Questo il tema principale al centro della prima giornata di lavori al 74° Congresso della Società italiana di pediatria (Sip), che si apre domani a Roma con un focus della Società italiana di infettivologia pediatrica (Sitip) dedicato a tutti i bambini che viaggiano, in particolare ai Vfr, “quelli maggiormente a rischio di contrarre infezioni – spiega la presidente Sitip, Luisa Galli – perché viaggiano anche molto piccoli, sotto l’anno di età, con permanenze per periodi prolungati e verso destinazioni a maggior rischio di patologie importanti. Solo il 30% di questi bambini viene sottoposto a una consulenza medica prima del viaggio“.
Quanti sono i bambini viaggiatori nel mondo? La cifra si aggira intorno a 1,9 milioni, secondo una stima diffusa dai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani. Ma “è importante essere bene informati sui possibili rischi a cui si può andare incontro prima, durante e dopo ogni viaggio, pianificando ogni dettaglio nel rispetto della salute e del benessere dei bambini e di tutta la famiglia“, afferma il presidente della Sip, Alberto Villani. “E ricordare – aggiunge – che alcune malattie come la malaria possono manifestarsi anche a distanza di tempo, pertanto è opportuno indagare episodi febbrili che possono verificarsi al rientro se si è stati in Paesi ad alta endemia“.
Le malattie che vengono più comunemente contratte dai bambini durante un viaggio internazionale, sono diarrea (28% dei casi), malattie dermatologiche (25%), malattie febbrili sistemiche, specialmente malaria, (23%), malattie respiratorie (11%) e malattie prevenibili da vaccino (2%), soprattutto infezione da Salmonella typhi e epatite A.
La Sip raccomanda un incontro con il proprio pediatra di famiglia almeno 4-6 settimane prima della partenza, per valutare la storia clinica del bambino, il suo stato di immunizzazione, la necessità di somministrare vaccini o intraprendere profilassi antibiotica specifica, per raccogliere informazioni dettagliate sul viaggio e identificare eventuali controindicazioni. Fra i prodotti indispensabili da mettere in valigia: soluzioni disinfettanti; gel disinfettante per le mani; analgesici e antipiretici; pomate cortisoniche contro punture di insetti; anticinetosici contro mal d’auto, d’aereo, di mare; un antibiotico ad ampio spettro; soluzioni reidratanti orali; prodotti antizanzare; antimalarici (se indicata la profilassi); creme solari ad alta protezione; farmaci utilizzati abitualmente, in quantità sufficiente per tutta la durata del viaggio ed eventualmente un 10% di prodotti in più per far fronte ad eventuali imprevisti; certificato di assicurazione sanitaria.
Per quanto riguarda i voli, i bambini possono viaggiare tranquillamente in aereo, sconsigliato solo in caso di malattie infettive acute (sinusiti o infezioni dell’orecchio), interventi chirurgici recenti, malattie respiratorie croniche severe, neonati di età inferiore alle 48 ore e donne in gravidanza dopo la 36esima settimana di gestazione (dopo la 32esima settimana, in caso di gravidanze multiple). Per regolare le ore del sonno e dei pasti subito dopo l’arrivo e, se possibile, già nei 2 giorni che precedono la partenza, in caso di viaggi a Est: nei giorni precedenti anticipare di 1-2 ore l’addormentamento e favorire l’esposizione alla luce la mattina; in caso di viaggi a Ovest: nei giorni precedenti posticipare di 1-2 ore l’addormentamento e favorire l’esposizione alla luce la sera.
In auto, invece, il bambino deve essere sempre assicurato nell’apposito seggiolino o adattatore; se l’auto viene noleggiata è necessario controllare l’efficienza di tali dispositivi. Per prevenire i casi di nausea e vomito è fondamentale somministrare ai bambini una dieta leggera prima del viaggio e mantenere una buona areazione del veicolo. Tenere presente che in molti Paesi in via di sviluppo l’uso delle cinture di sicurezza e dei seggiolini per bambini è sconosciuto.
Quanto alle destinazioni, occhio alla montagna: il mal di montagna acuto è la patologia più frequente in età pediatrica, caratterizzata da sintomi aspecifici (condizioni generali abbattute, irritabilità, anoressia, nausea, vomito, disturbi del sonno) e associata al raggiungimento in breve tempo di quote superiori ai 2.500 metri. Si può prevenire raggiungendo gradualmente quote particolarmente elevate, non è invece consigliata una profilassi farmacologica. Se compaiono sintomi lievi, si consiglia l’uso dei comuni analgesici. Se la sintomatologia peggiora, è necessario scendere gradualmente verso quote inferiori ed eventualmente associare una terapia farmacologica dopo consulto medico.
Al mare, è fondamentale che i bimbi indossino sempre dispositivi di sicurezza e soprattutto che siano strettamente supervisionati dai genitori. In generale, i bagni di mare non comportano rischi di malattie infettive. Si raccomanda tuttavia di effettuare bagni solamente in zone turistiche attrezzate; indossare scarpette da bagno per proteggersi dalle punture di pesci, ricci di mare, crostacei e coralli; evitare di allontanarsi con il bambino: in mare aperto c’è il pericolo delle correnti e delle maree.
Infine, al rientro da un viaggio, in particolare da Paesi ad alta endemia è consigliata una visita medica di controllo: diverse malattie possono manifestarsi anche a distanza di tempo, come malaria e parassitosi intestinali.
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