Oggi al CERN si celebra la posa della prima pietra (con l’inizio dei lavori di ingegneria civile) relativa al progetto High Luminosity LHC, detto HiLumi LHC. Il progetto HiLumi LHC, nel quale l’Italia è in prima linea con l’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, potenzierà il superacceleratore del CERN in modo da aumentarne la luminosità, uno dei principali indicatori delle performance di un acceleratore di particelle, e cioè il numero di collisioni potenziali per unità di superficie in un dato intervallo di tempo. E anche i grandi rivelatori, collocati lungo l’anello superconduttore di 27 km di LHC nei punti di collisione dei fasci di particelle, dovranno essere potenziati in vista delle nuove prestazioni della macchina. Da oggi, LHC entra, dunque, ufficialmente in una nuova fase, che lo porterà ad aumentare enormemente il suo potenziale di scoperta.
Secondo il direttore generale del Cern, Fabiola Gianotti, si apre un nuovo capitolo di scoperte e nuovi risultati che consentiranno di scoprire di che cosa è composto l’universo, rivelandone i mattoni che lo costituiscono: “Lhc ad alta luminosità estenderà le capacità dell’acceleratore rispetto alla sua missione iniziale, offrendo nuove opportunità per fare scoperte e per misurare con grande precisione le proprietà di particelle come il bosone di Higgs“, ha dichiarato Gianotti in occasione della cerimonia odierna. L’acceleratore permetterà di “esplorare ancora più profondamente i costituenti fondamentali dell’universo“.


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