Marte, straordinaria scoperta: “Avrebbe potuto ospitare la vita in passato”

Marte avrebbe potuto ospitare la vita in passato“: lo ha detto la Nasa presentando i dati del rover Curiosity, pubblicati oggi su Science, relativi alla scoperta di molecole organiche e variazioni periodiche di metano.

“Sono tempi entusiasmanti“, ha detto Chris Webster, del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, nella diretta online. “Guardiamo con speranza al futuro, in cerca di ulteriori risultati. Ci vorra’ ancora del tempo prima di capire se l’origine del metano e’ biologica”.

Marte Curiosity
Credits: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Le molecole organiche contengono elementi “comunemente associati alla vita”, “ma che possono essere associate anche a processi non biologici“, rilevano gli esperti della Nasa. Si tratta di carbonio, idrogeno e forse anche ossigeno. “Con queste scoperte Marte ci sta dicendo di mantenere la rotta e di continuare a cercare evidenze della vita”, ha detto Thomas Zurbuchen, a capo del Direttorato della Nasa per le missioni scientifiche.

“Sono fiducioso che le prossime missioni ci daranno scoperte ancora piu’ mozzafiato sul pianeta rosso”. Dello stesso avviso Michael Meyer, responsabile scientifico del Programma di esplorazione di Marte della Nasa: impossibile al momento dire se su Marte ci siano segni di vita, ha rilevato, “non lo sappiamo, ma questi risultati ci dicono che siamo sulla strada giusta”. 

Nuove prospettive per la missione ExoMars 2020

La scoperta di molecole organiche su Marte è “importante e interessante” e offre grandi speranze in vista della missione europea ExoMars 2020, promossa dalle agenzie spaziali di Europa (Esa) e Russia (Roscosmos) e nella quale l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) gioca un ruolo di primo piano.

Quella pubblicata oggi su Science “è una notizia che ci motiva ulteriormente a essere pronti per ExoMars 2020”, ha detto all’ANSA il presidente dell’Asi, Roberto Battiston. Le molecole scoperte da Curiosity “sono i mattoni con cui sulla Terra sono fatti carboidrati, lipidi, proteine e acidi nucleici” ed è interessante, ha osservato, che le molecole siano state trovate “in uno strato superficiale del terreno, in certe zone e non in altre. Potrebbe essere un’indicazione della presenta attuale o passata di fenomeni biologici? E’ presto per dirlo, ma senz’altro tutto è di grande interesse”. Ugualmente importanti sono le rilevazioni cicliche del metano, un gas che era stato osservato su Marte per la prima volta da uno strumento italiano a bordo della missione Mars Express.

“Adesso c’e’ una fortissima motivazione per la missione ExoMars 2020”, ha aggiunto il presidente dell’Asi riferendosi all’esperimento che prevede la perforazione del suolo marziano fino alla profondità di due metri grazie a un trapano costruito in Italia. ExoMars 2020 “costituisce uno sforzo di ricerca importantissimo per il nostro Paese, che per dieci anni ha sostenuto questa doppia missione“, ha detto ancora Battiston riferendosi alla prima fase ExoMars 2016 e alla seconda prevista nel 2020.

“Se in superficie sono state trovare tracce di molecole organiche, possiamo aspettarci tracce piu’ forti in profondita'”. Il trapano potrebbe inoltre raggiungere gli strati di ghiaccio che potrebbero riservare ulteriori sorprese. “Allora – ha aggiunto – questa evidenza potrebbe trasformarsi in qualcosa di piu’ importante e significativo” e “adesso – ha concluso – siamo ancora piu’ motivati a lavorare per portare a termine una missione che potrebbe darci delle grandi soddisfazioni”.