Quando intense tempeste si muovono su acque aperte possono generare un muro d’acqua noto come meteotsunami, un raro evento che può provocare danni lungo la costa della massa d’acqua. Questi eventi sono difficili da prevedere e possono includere piccole onde, quasi non rilevabili, oppure onde più grandi in grado di inondare le aree costiere.
Gli esperti del National Weather Service (NWS) spiegano che “i meteotsunami hanno caratteristiche simili agli tsunami generati dai terremoti, con la differenza di essere generati da alterazioni della pressione atmosferica spesso associate a sistemi meteorologici rapidi”.
Un rapido fronte di tempeste può essere abbastanza forte da innescare un meteotsunami, insieme ad altri pericoli come forti venti e fulminazioni frequenti. La tempesta genera un’onda che si muove verso la costa ed è amplificata da una piattaforma continentale, un’insenatura, una baia o da altre caratteristiche costiere. I meteotsunami tendono ad essere regionali, a differenza degli tsunami innescati dai terremoti che possono colpire una striscia considerevole di costa.
Il fenomeno è stato osservato in tutto il mondo, anche nel Mar Mediterraneo, nel Mar Adriatico e sulle coste dell’Australia. Negli USA, le condizioni più favorevoli si verificano lungo la costa orientale, il Golfo del Messico e i Grandi Laghi, dove rappresentano una minaccia maggiore rispetto agli tsunami indotti dai terremoti.
Alcuni meteotsunami sono relativamente piccoli e possono verificarsi senza essere notati dalla popolazione. Come il 15 maggio scorso, quando un fronte di violente tempeste ha colpito il medio-Atlantico, innescando un meteotsunami lungo alcune parti della costa. Il livello dell’acqua è cambiato di pochi centimetri, troppo poco affinché le persone potessero accorgersene.
Tuttavia, altri possono essere notevoli e dare origine a condizioni pericolose. “Il meteotsunami più forte mai registrato ha colpito Vela Luka, in Croazia, nel giugno 1978. L’evento, durato diverse ore, ha prodotto onde di 6 metri di altezza e ha causato danni significativi al porto e alle imbarcazioni”, spiegano dall’NWS.
Nel 1929, sul lago Michigan (USA), un meteotsunami con onde di simile altezza ha ucciso 10 persone, spazzate nel lago dalla furia delle onde. Nel 2008, nel Maine è stato registrato uno dei più grandi meteotsunami degli USA quando onde di quasi 4 metri hanno allagato e svuotato un porto per 3 volte in 15 minuti, danneggiando imbarcazioni e strutture.
Nonostante i meteotsunami possano creare pericoli per le comunità costiere, prevedere quando si verificheranno non è affatto semplice.


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